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Asti terra d'arte, di storia e di sapori

 

TURISMO IN ASTI E PROVINCIA
Itinerari e proposte turistiche alla scoperta della Provincia di Asti.
Asti terra di antiche Pievi e Castelli, Torri e Palazzi medievali, botteghe e antiche locande.
Asti patria di grandi vini e di cantine storiche, di ottimi prodotti tipici piemontesi e di una rinomata enogastronomia.
Asti terra di grandi manifestazioni storiche e folcloristiche come il Palio di Asti, il Festival delle Sagre Contadine, l'Assedio di Canelli, la  Douja d'Or.
Tutto questo inserito in un paesaggio collinare di rara bellezza.

 

  Palio di Asti


 
 


Ogni anno, la terza Domenica di Settembre ad Asti si corre il Palio più antico d’Italia, una tradizione antica di otto secoli, un’autentica Festa che ha saputo conservare inalterati nel tempo i suoi tratti distintivi, peculiarità che hanno contribuito a renderlo uno spettacolo veramente unico: “Il Palio di Asti”. Il fascino della storia medievale che rivive per i Borghi della città, tra chiese, torri e palazzi, intatti testimoni dell’epoca in cui Asti splendeva, per la sua ricchezza e vitalità, tra le Città più importanti d’Italia e d’Europa. Il Palio, grande drappo di velluto con le insegne di Asti e la raffigurazione del patrono San Secondo, è il sogno a cui aspirano ben ventuno contendenti. La prima testimonianza documentata del Palio di Asti risale al 1275, anno in cui gli Astigiani, per schernire gli sconfitti acerrimi nemici albesi, e per infliggere un duro colpo al loro morale, corsero un Palio “straordinario” intorno alle mura diroccate della città di Alba, infatti, ad Asti, si soleva già correre il Palio in occasione della Festa del Santo Patrono. Anche oggi, come allora, il Sindaco dà licenza di correre il Palio pronunciando antiche parole “Signor Capitano, vi do licenza di correre il Palio nell’anno del Signore… Andate, e che San Secondo vi assista!”. E’ questa la frase rituale con la quale il Sindaco di Asti concede al Capitano il permesso di correre il Palio. La giornata di Festa incomincia con la benedizione dei cavalli e fantini, e da un’affascinate esibizione degli Sbandieratori dell’A.S.T.A., seguita nel primo pomeriggio dallo sfarzoso Corteo Storico composto da oltre 1200 figuranti rigorosamente in costume d’epoca, personaggi che nei loro preziosi costumi, autentici gioielli di artigianato sartoriale, rievocano fatti e avvenimenti storici realmente accaduti, durante il medioevo astigiano. Il Corteo Storico del Palio di Asti rappresenta un quadro rievocativo che, per fedeltà della ricerca storica, la cura della realizzazione e la ricchezza dei contenuti, non ha probabilmente eguali sia in Italia che nel mondo. Al termine del Corteo Storico ha inizio l’animosa Corsa che appassiona ed infiamma a Settembre la Città di Asti, e per i ventuno partecipanti incomincia una sorta di “terribile agonia” che dura per tutto il tempo di ognuna delle tre batterie e della finale. Sette cavalli al canapo per ogni contesa, e nove per la finale con migliaia di borghigiani che sperano, tutti, nel miracolo della vittoria. Nelle settimane che precedono la Corsa è usanza dei contendenti ingraziarsi la buona sorte con riti scaramantici, a cui seguono sontuosi banchetti e sfottò con i rivali. Tante anche le manifestazioni di contorno, infatti, è anche possibile assistere al “Palio degli Sbandieratori”, al mercatino del Palio, a mostre ecc.

  Festival delle Sagre Astigiane


 
 


Nato nel 1973, il Festival delle Sagre Astigiane oltre che essere la più vera e completa rappresentazione di vita contadina dei giorni nostri, è definito “il più grande ristorante a cielo aperto d’Italia”. La manifestazione si è subito posta all’attenzione, quale rassegna viva di cultura, gastronomia e folclore contadino. Tradizione, cucina tipica e vino eccellente sono gli ingredienti del Festival delle Sagre Astigiane, la grandiosa festa popolare  che  la  Camera  di Commercio organizza tutti gli anni ad Asti il Sabato e la Domenica della seconda settimana di Settembre. Da non perdere è la suggestiva sfilata, vera rappresentazione di vita contadina, che ogni anno la mattina della seconda Domenica di Settembre, anima le vie del centro storico cittadino astigiano con oltre 3000 figuranti in rigorosi ed autentici abiti d’epoca con i loro attrezzi, carri e animali, dando vita a decine di “quadri” che rappresentano i momenti più importanti della civiltà rurale, ed i valori, e le tradizioni di questa magnifica terra che affondano le radici in queste colline. La sfilata si conclude verso mezzogiorno nel villaggio contadino ricostruito nella grande Piazza Campo del Palio, dove oltre quaranta Pro-Loco dei comuni della Provincia di Asti, in accurati stands che si richiamano alle taverne, osterie e locande di un tempo, offrono le specialità gastronomiche della rinomata tradizione culinaria piemontese, rigorosamente preparate secondo le antiche ricette “della nonna”, naturalmente il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Barbera d’Asti D.O.C..


 


 

Douja d'Or


 
 


Nel grande Settembre astigiano legato alle tradizioni locali, non poteva mancare una prestigiosa manifestazione dedicata al vino. Infatti, dal 1966, ogni anno dal secondo al terzo weekend di settembre la Camera di Commercio di Asti organizza il Concorso Nazionale per i vini D.O.C. (Denominazione a origine controllata) e D.O.C.G. (Denominazione a origine controllata e garantita) “Premio Douja d´Or” una delle iniziative più prestigiose del panorama enologico nazionale. L’ambito premio “Douja d’Or” viene assegnato ai grandi e prestigiosi vini nazionali scelti e giudicati da un’apposita commissione di esperti O.N.A.V., che dopo un’accurata selezione, stabiliscono quali sono i migliori vini italiani partecipanti al Concorso e che possono fregiarsi del riconoscimento “Premio Douja d’Or”. Durante tutto il periodo della manifestazione, in un apposito stands allestito nell’ottocentesco Palazzo del Collegio nel centro storico astigiano, è possibile degustare e acquistare oltre 400 etichette di vini pregiati italiani che hanno partecipato al concorso e che hanno ottenuto l’ambita qualifica di “eccellente”. Completano la festa del Salone Nazionale spettacoli musicali, concerti, percorsi culturali, mostre d’arte, incontri con produttori affermati ed emergenti, convegni su temi di attualità legati al mondo enologico, e iniziative di carattere enogastronomico con raffinati menù di grande gastronomia, che ogni sera dà appuntamento ai più rinomati chef dell’Astigiano con la rassegna “I Piatti d’Autore”. Dieci giorni da vivere intensamente assaporando i profumi e i sapori della splendida terra astigiana. Oggi, la “Douja d’Or è una delle manifestazioni di maggior interesse e richiamo per i produttori di vino italiani. Grazie a ciò, ed in considerazione del notevole significato promozionale dell’economia locale, e per la rilevante valorizzazione di uno dei prodotti d’eccellenza del territorio astigiano, la Manifestazione ha ottenuto nel 2001 l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana. La festa del vino “Douja d’Or” prende il proprio nome da un antico recipiente, una sorta di boccale (douja), utilizzato in passato per travasare e contenere il vino.

  Assedio di Canelli anno 1613


 
 


Il terzo fine settimana di Giugno si svolge la Rievocazione Storica de “L’Assedio di Canelli – anno 1613”. La manifestazione prende spunto da un fatto storico documentato che si inquadra nell’ambito delle guerre per la successione del Ducato di Monferrato (1613-1617). Nel 1612, alla morte di Francesco Gonzaga, iniziò la guerra per la successione del Ducato del Monferrato, che oppose il duca Carlo Emanuele I di Savoia, suocero di Francesco, a Carlo Gonzaga, duca di Nevérs. Nel Giugno 1613, approfittando della mancanza di soldati sabaudi dalle fortificazioni canellesi, Carlo Gonzaga, duca di Nevérs, con un reggimento di cavalleria, uno di fanteria e con diversi cannoni, attraversò il fiume Belbo e pose l’assedio alla città di Canelli, cittadina fortificata di confine, già teatro di molti scontri. Le soverchianti truppe monferrine tentarono in più modi di entrare in Canelli ma la piccola guarnigione rimasta fu aiutata in modo determinante dalla popolazione che, con non pochi sacrifici, riuscì a resistere a tutti gli attacchi e a reagire in modo decisivo, obbligando il nemico ad una fuga precipitosa. Il Duca di Savoia per premiare gli uomini e le donne di Canelli del loro eroico comportamento li esentò per trent’anni, con apposito decreto, dal pagamento delle tasse. Una memorabile vittoria che ogni anno Canelli ricorda per due giorni con una straordinaria Rievocazione Storica, nella quale oltre tremila figuranti canellesi, in costume d’epoca, fanno rivivere antichi duelli all’arma bianca e battaglie con tanto di antichi cannoni e cariche di cavalleria, ricreando per due giorni l’atmosfera e le situazioni di una città assediata, coinvolgendo i visitatori che diventano al tempo stesso testimoni degli eventi e protagonisti, sottostando agli obblighi ferrei del lasciapassare (il “Tiletto”), accettare di buon grado l’eventuale inquisizione da parte delle guardie di ronda, e rischiando la berlina se nelle osterie qualcuno alzasse troppo il gomito; e poi odore di polvere da sparo ovunque, tamburi, ordini concitati, ispezioni a sorpresa, momenti di relativa tranquillità alternati a sortite improvvise, il tutto per ricreare una straordinaria atmosfera che richiama ogni anno decine di migliaia di visitatori. Alla manifestazione partecipano anche una ventina di osterie e taverne, accuratamente ricostruite in stile d’epoca, che offrono menù strettamente seicenteschi.

  Cattedrali sotterranee di Canelli


 
 


Sotto le strade e le case di Canelli si snoda un impressionante sistema di gallerie che, per secoli, è servito a custodire e ad affinare il vino che si produce su queste colline. Oggi questi luoghi svelano tutti i loro segreti più affascinanti. Il mondo misterioso e sotterraneo, delle cantine, emblemi di quella civiltà del vino che in Piemonte ha radici antiche, è il caso delle "cattedrali del vino" di Canelli, la capitale mondiale dello spumante: opere d'alta ingegneria sontuose e solenni, ma soprattutto uniche, almeno in Italia. Al punto che l'amministrazione comunale canellese ha deciso di presentare la candidatura all'Unesco per inserirle nella lista del Patrimonio culturale dell'umanità. Le cantine spumantiere sono, l'aspetto meno visibile della cittadina astigiana, ben nascoste nelle viscere della collina tufacea su cui sorge il borgo antico dominato dal secentesco castello dei Gancia. È lì sotto che si snodano su più piani qualcosa come 20 chilometri di gallerie, scavate nell'800 in pieno boom del "moscato champagne", un labirinto di ambienti suggestivi caratterizzati da strutture con volte a botte, a vela, a voltina, a una o più navate. Dove a una temperatura costante di 12-14 gradi si affinano i più prestigiosi spumanti canellesi, accuditi dalle cure amorevoli degli ultimi maestri cantinieri, veri "sacerdoti" di riti antichi come il remuage, il dégorgement, il dosage, tramandati da una generazione all'altra, che fanno di ogni bottiglia di vino spumante un vero capolavoro. Gran parte di queste autentiche cattedrali del vino sono aperte al pubblico, la visita non può che cominciare dalle Cantine Gancia, dove nel 1865 fu creato il primo spumante italiano dal capostipite Carlo Gancia, che aveva appreso i segreti dello champagne durante un soggiorno in Francia. Le gallerie dalle caratteristiche volte di mattoni rossi che si estendono per centinaia di metri sotto il manto stradale assicurano il riposo degli spumanti più pregiati della Casa, la cui storia è raccontata con documenti e bottiglie storiche nel piccolo museo ricavato nell'Infernot, il locale un tempo riservato all'imbottigliamento. L'itinerario alla scoperta della Canelli sotterranea prosegue lungo Via Giuliani che da sempre è l'indirizzo delle più rinomate aziende vinicole della città. Un grande cancello in stile liberty introduce al mondo ovattato delle cantine Contratto, scavate nel tufo a 32 metri di profondità, nel cuore della collina, le cantine sono quanto di più spettacolare ci si possa immaginare. Sotto le volte monumentali sono allineate le pupitre, i cavalletti di legno su cui si affinano milioni di bottiglie di spumante, mentre nelle gallerie lunghe centinaia di metri sono schierate le barriques in cui riposano i grandi vini piemontesi come il Barolo, il Barbaresco, il Barbera d'Asti. Punta sui grandi rossi anche la produzione della Coppo, casa vinicola fondata nel 1892, le cui storiche cantine di Via Alba possono essere considerate il proseguimento ideale di quelle della Contratto, con cui quasi confinano. La gloriosa azienda spumantiera Luigi Bosca, fondata nel 1831, ha sposato i suoi vini con l'arte. Le sue cantine sono infatti disseminate di sculture, che culminano nell'installazione Le Piramidi di Eugenio Guglielminetti.

  Alla scoperta delle chiese romaniche dell'Astigiano


 
 


Iniziativa turistico-culturale dell'Associazione "Patria Astese" che, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Asti e dei Comuni di Castelnuovo Don Bosco, Cerreto d'Asti, Cinaglio, Cortazzone, Montechiaro d'Asti, Montiglio Monferrato, Roccaverano, Settime e Tigliole, presenta la IV edizione del progetto: “Alla Scoperta delle Chiese Romaniche dell’Astigiano”.
L’iniziativa propone un interessante circuito di Visite Guidate Gratuite, condotte da Guide Turistiche per la Provincia di Asti, ad alcune delle Chiese Romaniche più belle ed  interessanti dell’Astigiano, dove i visitatori potranno scoprire un prezioso ed unico patrimonio storico ed artistico risalente al XI - XIII secolo.
La rassegna, prevede un fitto calendario di appuntamenti, e si svolgerà prevalentemente nelle Domeniche comprese tra il mese di Maggio il mese di Dicembre 2007.
Tutte le Visite Guidate si affiancheranno ad altre manifestazioni folcloristiche, culturali o enogastronomiche presenti sul territorio.
Chi desidera avere il volantino degli appuntamenti con in dettaglio date ed orari delle visite guidate (in formato .pdf, 165 Kbyte) può cliccare qui.