Asti, 14-8-1858 – 14-4-1940
'astigiano Niccola Gabiani, fu lo storiografo che, per quasi cinquant’anni, dalla fine del secolo scorso ai primi decenni del novecento, volse le sue migliori energie, il suo amore più incondizionato al culto delle memorie storiche.
Nel 1881 entrava quale funzionario nell'ufficio Tecnico Municipale, dove vi rimase per circa 35 anni, assumendone presto la direzione. Nel 1911 fu Regio Ispettore onorario per gli scavi e monumenti, e indimenticabile fu il suo contributo ai fini dei lavori di restauro nel "Battistero di San Pietro", per l'isolamento della famosa “Torre Rossa” e per i restauri della chiesa della Madonna di Viatosto.
La sua singolare figura decorativa è indimenticabile agli Astigiani di mezza età che lo vedevano passare fra le vie del centro storico, soffermarsi, studiare gli antichi palazzi, osservare quelle torri che furono simbolo di prestigio Comunale.
Egli amò la propria città tanto da dedicare anni di studi pazienti e di ricerche che dovevano concretizzarsi poi in una produzione storiografica assolutamente eccezionale.
Il Gabiani scrisse molto, ma occorre precisare che la ricca produzione storiografica fu preceduta da una cospicua produzione letteraria (versi, commedie, bozzetti, qualche libretto di opera) che oscilla tra il 1878 e il 1890. Dal punto di vista letterario, queste opere non presentano particolari pregi, ma hanno il merito di aver portato il Gabiani alla dimestichezza con la penna, preparando i presupposti per la trama storica, come nucleo essenziale delle future narrazioni.
La sua prima fatica di carattere storico, è la ristampa della “Storta della città di Asti”, di Serafino Grassi. Nel 1892 abbiamo la sua prima preziosa opera storiografica: “Notizie sulla Ferrazza o Politica della città di Asti”, studio indispensabile per la storia piemontese dal XIV al XVIII secolo.
Nel 1906 esce il volume: “Le torri, le case-forti ed i palazzi nobili medioevali in Asti”, un volume ormai introvabile la cui piacevolissima lettura, risulta di estremo interesse. Qui la nostra città, attraverso i suoi due "recinti", quello dei nobili e quello dei borghigiani, viene esaminata attraverso la storia dei vetusti palazzi, antiche torri, nella girandola di antiche famiglie patrizie assai potenti ricche e temute. Indubbiamente questo librò, se fosse possibile, dovrebbe ben figurare nella casa di ogni Astigiano, amante della storia locale.
Dopo altri 14 anni nel 1920, il Gabiani pubblica la terza opera fondamentale: “La Cattedrale d'Asti nella storia e nell'arte”.
L'autore crebbe nell'ombra del campanile della Cattedrale e in quest'opera non è difficile individuare, tra la paziente indagine dei documenti d'archivio e l'esame appassionato delle opere d'arte, un amore dolce e sincero per il Duomo, per quel “Dom” al quale dedicò tante energie, fino agli ultimi anni della sua vita.
“La Cattedrale d'Asti nella storia e nell'arte”, non è solo un'opera di storia, è il canto di fede di un uomo che tra le navate ampie e solenni di questo edificio, vide scorrere la storia dei nostri padri e senti la voce paterna di Dio.
“... Dall'alto del Varrone, l'antico Rione vetusto di memorie, dove da qualche anno se ne viveva ritirato, solitario e dolorante, spingeva ancora l'occhio stanco sulle limitrofe mura cittadine, e durante le brevi soste che il male gli concedeva, talvolta, consentendolo le forze, scendeva alla limitrofa Piazza della Cattedrale e quivi sostava muto e silente, assorto nella contemplazione del Tempio insigne... che fu per lui amore geloso e studio costante di sua vita e ancora pareva volesse interrogare e scrutare i segreti di quei vermigli mattoni, dei marmi levigati, degli archi gotici...”.
Nel 1927, infine, il Gabiani pubblica un'opera di carattere generale, un'opera monumentale che purtroppo non poté essere ultimata per la sopravvenuta morte.
“Asti nei suoi principali ricordi storici”, è un grandioso disegno storico nel quale la storia astigiana, dalle origini più remote, avrebbe dovuto giungere fino ai nostri tempi.
I volumi pubblicati che; purtroppo, giungono solamente al 1400 costituiscono una trattazione integrale, esauriente, definitiva della nostra storia cittadina, alla luce rigorosa dei documenti.
Il Gabiani fu studioso rigorosissimo nella cernita dei documenti storici, e a lui spetta il merito se la storia astigiana ha ricevuto una precisa e definitiva sistemazione delle fonti attraverso un processo di revisione iniziato già col Vassallo.
Il 7 maggio 1950 il Comune fece collocare sulla casa ove egli abitò, in Piazzetta San Brunone, una lapide onoraria.
A lui la città di Asti gli ha anche dedicato il nome di una Via GABIANI NICCOLA: da Piazzetta San Brunone, sale ad ovest e, dopo aver formato un semicerchio, ritorna nella medesima piazzetta.