

hi fu San Secondo? Gli atti del martirio "panegirico" di San Secondo furono pubblicati, per la prima volta, dai Bollandisti (XVII secolo) e a questi si ispirarono gli storici locali che trattarono della vita del Santo. A partire dal Savio (1896), tuttavia, si cominciò a dubitare dell'esattezza della fonte, che, dal punto di vista storico, presentava numerose contraddizioni. Negli ultimi anni sono state avanzate tesi diverse sull'origine del culto. Dacquino (1976), per esempio, riteneva si trattasse di uno dei primi vescovi astigiani, e non di un martire della milizia romana. Sempre secondo Dacquino, Secondo sarebbe stato il vescovo che fronteggiò validamente l'invasione longobarda, adoperandosi affinché Asti rientrasse nella giurisdizione dei Longobardi di confessione cattolica anziché di quelli di tradizione ariana, quindi "eretici", ed in più particolarmente feroci e spietati (568 d.C.). Silicani, successivamente, riconosceva in lui il protovescovo storico (o ideale) della città vissuto in epoca tardo romana (V secolo).
L'occupazione longobarda avvenne in altre parti con modalità molto violente, mentre ad Asti si realizzò senza danni; al contrario, Asti fu scelta come capoluogo del vastissimo ducato assegnato a Gundoaldo, fratello della regina Teodolinda, e tale posizione di premiazione politico amministrativa spiega il suo successivo sviluppo economico e mercantile. In tal caso San Secondo d'Asti non fu un martire in senso stretto ma un testimone della fede, facilmente individuato come vero protettore (patrono) della città. Le numerose e più antiche rappresentazioni non lo raffigurano mai con la palma del martirio né come un ecclesiastico (salvo una problematica effige su una moneta del XIII secolo) e nemmeno come soldato, ma piuttosto come magistrato o come un giovane borghese. La figura del giovane soldato martire si sarebbe sovrapposta a quella del vescovo astigiano al momento del trapasso dei poteri dai longobardi ai franchi (IX secolo d.C), che avrebbero cercato di cancellare in tal modo dalla memoria del popolo un personaggio gradito al precedente regime.
I più antichi libri liturgici invocano San Secondo come "soldato" e "lottatore" per la fede, e di qui sarebbe derivata, col passare del tempo, una sovrapposizione ed una confusione con altri santi dello stesso nome e noti come soldati e cavalieri in senso letterale, morti martiri a Torino ed a Pollenzo. Si parlò di lui, come Santo, molto presto: il documento più antico e che nomina San Secondo risale al 876 d.C. (Archivio Storico di Asti). Un problema a parte sono le reliquie del Santo, dal momento che anche a Venezia (chiesa dei Gesuati alle Zattere) si afferma di conservare lo scheletro completo e che un vescovo di Asti nel XIII secolo si affrettò a smentire le voci di un trafugamento delle reliquie del martire da parte dei Veneziani, attribuendo loro, invece, il furto delle spoglie mortali dell'omonimo vescovo. Le reliquie (buona parte dello scheletro) del Santo, che da tempi antichissimi si venerano in Asti (VII secolo d.C.), farebbero pensare ad un uomo anziano per certe caratteristiche delle ossa.
Comunque sia, la storia del Santo da tempo immemorabile suggestiona l'immaginario degli Astigiani e alla sua storia leggendaria, s'ispirano gli artisti barocchi che nella chiesa a lui dedicata ne rappresentano i fatti più significativi della vita. San Secondo è molto popolare nell'Italia nord occidentale, essendo patrono di Asti e Ventimiglia (Liguria).
Le notizie che possediamo di lui sono però in gran parte leggendarie.