
Chiesa di San Sisto
a scomparsa chiesa di San Sisto sorgeva sull’attuale Piazzetta del Seminario con la facciata rivolta a ponente, come si può chiaramente vedere nella carta topografica del “Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis”, del 1667.
Questa chiesa già esisteva nel 925 d.C. e fin d’allora era proprietà del Vescovado. Molti documenti del XII e XIII secolo, contenuti nel “Codice Astese”, ricordano la chiesa, il claustro e il portico di San Sisto. Sotto quest’ultimo, denominato “porticus consulum de San Systo”, pare che rendessero giustizia i Consoli del Comune.
Nella relazione della Visita apostolica eseguita da monsignor Angelo Peruzzi, nel 1585 San Sisto era una parrocchia unita alla mensa vescovile. Nella chiesa di San Sisto, celebrava abitualmente messa il Vescovo. La chiesa, venne ristrutturata a spese del vescovo Gaspare Capris verso il 1567, nell’occasione in cui si trasferirono al suo interno le reliquie di Sant’Aniano.
Oltre all’altare maggiore dedicato a San Sisto, possedeva altri due altari, intitolati uno a San Giovanni Battista, e l’altro ai tre Re Magi. Erano tutti e tre i pietra, consacrati e decorosamente ornati. La chiesa aveva annesso un piccolo cimitero cinto da un muro, ed un giardinetto accanto alla casa parrocchiale.
La chiesa di San Sisto, a causa del cattivo stato di conservazione, venne demolita verso il 1690 per ordine di monsignor Tomati.