
Chiesa di San Silvestro
a chiesa barocca di San Silvestro, situata in Via Morelli, presso la Piazzetta dell’Archivio, è di origini molto antiche. Il primo documento noto che faccia espressa menzione della chiesa di San Silvestro è l’atto con cui Dodone e suo figlio Oddone di Ferrere il 16 Novembre 1142 fecero dedizione al Comune d’Asti della quarta parte che loro spettava sul castel nuovo di Ferrere. Esso venne redatto dal notaio Eustacchio “in Aste civitate iuxta ecclesiam sancti Silvestri”.
Nel “Registrum Ecclesiarum Astensium” del 1345, la Parrocchia di San Silvestro compare subito dopo la collegiata di Sant’Aniano, e prima delle chiese di San Sisto e di San Pietro de Strata, già esistenti nell’886 d.C. Da ciò, e dal luogo stesso in cui fu eretta, vicino al Castel Vecchio, si può facilmente dedurre la sua antichità, che molto probabilmente è anteriore al XII secolo.
La tradizione, vuole che essa fosse consacrata da Papa Urbano II nel 1095 al suo passaggio in Asti di ritorno dal concilio di Clermont, occasione solenne in cui consacrò la Cattedrale di Asti.
Nel 1345 la Parrocchia di San Silvestro aveva una rendita di 40 lire astesi. Tale rendita, in Asti, era inferiore solo a quella della Cattedrale, di San Secondo, e di San Martino.
Verso il 1580 la chiesa minacciava rovinava, quindi, il Rettore dell’epoca D. Andrea Guaita la fece riedificare, sostenendo egli stesso tutte le spese di costruzione. Nel 1583 monsignor Della Rovere sopprimeva ed aggregava a San Silvestro la Parrocchia di San Maurizio, situata nei dintorni di San Silvestro.
La chiesa parrocchiale di San Silvestro riedificata per opera del Rettore D. Guaita, come si legge nella relazione della visita pastorale fatta da monsignor Angelo Peruzzi il 18 Gennaio 1585, era a tre navate di piccola dimensione ma di solida costruzione, possedeva un solo altare ben ornato, aveva una piccola sacristia a volta e un piccolo cimitero.
Al prelato D. Andrea Guaita, gli succedette D. Giovanni Francesco Zangrandi, morto il quale, nel Gennaio 1602, il vescovo Aiazza concesse San Silvestro ai PP. Barnabiti, i quali si erano stabiliti da pochi mesi ad Asti, in San Sisto.
Con il beneplacito di papa Clemente VIII il 1 Febbraio 1602, i Barnabiti presero possesso della Parrocchia di San Silvestro, i quali l’amministrarono dal 22 Aprile dal 1602 fino al 17 Febbraio 1606, anno in cui, mediante l’appoggio del duca di Savoia Carlo Emanuele I, poterono ottenere la Prepositura di San Martino per rinuncia fatta a loro favore dal canonico Preposto D. Giulio Penna. Egli ricevette in cambio San Silvestro, ed un compenso vitalizio di 90 scudi l’anno, totalmente a carico dei Barnabiti. D. Giulio Penna mantenne anche il titolo di Preposto, che possedeva già a San Martino, quale capo dei Canonici di quella Collegiata, e anche l’uso dell’almuzia, antico distintivo degli stessi Canonici, consistente in una lunga benda di pelle di “petit-gris”, che essi portavano pendente al braccio sinistro. Lo stesso titolo e distintivo lo ottennero anche i suoi successori nella Parrocchia di San Silvestro, per effetto di una lettera della Sacra Congregazione dei Riti datata 15 Maggio 1610.
Nel 1717 San Silvestro beneficiò del lascito testamentario di monsignor Innocenzo Milliavacca, avvenimento ricordato in una delle lapide murate nella controfacciata. Tale donazione servì per le riparazioni e i restauri che vennero eseguiti nel 1717 a cura del prevosto D. Giovanni Malabayla, come appare in un’iscrizione, che venne posta sulla facciata della stessa chiesa.
Il Prevosto D. Giovanni Malabayla resse la Parrocchia di San Silvestro fino al 1743. Per opera di sua nipote, la contessa Rosa Maria Curbis di San Michele, all’interno della chiesa, nel luogo della sua sepoltura, fu posta un’epigrafe, a ricordo dei suoi meriti e virtù.
L’antica chiesa di San Silvestro, a causa di un discutibile giudizio dell’epoca, venne considerata piccola e bassa, senza alcun valore artistico e per giunta in cattivo stato, di conseguenza venne demolita nel 1869. Nello stesso anno, per opera del Prevosto D. Pietro Berta d’Asti, che resse la Parrocchia dal 1853 al 1884, venne riedificata l’attuale chiesa di San Silvestro, in stile barocco. Il disegno fu preparato gratuitamente, dal giovane geometra Carlo Rostagno (1845-1911). Nonostante le gravi difficoltà derivanti dalla necessità di adattare l’antica abside, alla ristrettezza del luogo ed alle ristrettezze economiche del bilancio parrocchiale, il Rostagno riuscì a fare un progetto, che ottenne il plauso e l’approvazione dell’allora “Ufficio d’arte”. La nuova chiesa venne consacrata nel 1870.
Al Prevosto Berta si deve attribuire anche la riedificazione della sacristia e della casa parrocchiale.
Nel 1884, al Prevosto D. Pietro Berta, succedeva D. Secondo Gay, di Baldichieri, il quale, continuando l’opera del suo predecessore, facendo erigere nel 1885, su disegno del cav. Carlo Rostagno, il campanile e nel 1891 il coro.
Il prospetto della chiesa presenta un impianto classicheggiante a ordine unico, compartito da colonne, con pesante trabeazione e doppio frontone ornato da fiaccole, simboli della fede.
Ai lati del portale coronato da un timpano, si aprono due nicchie con cornici di gusto barocco in cui sono collocate le statue di San Giuseppe e di San Silvestro papa.
L’interno è ad un’unica navata con volta a botte e quattro cappelle laterali. Degni di nota sono l’altare maggiore, le balaustrate in marmo nero, di stile barocco, e le due magnifiche portiere ornate di teste d’angeli, tutto materiale proveniente dalla distrutta chiesa dell’Annunziata che sorgeva nell’attuale sito del tribunale (Piazza Catena), mentre per la decorazione ad affresco va segnalata quella del catino absidale, raffigurante Sant’Agostino che battezza i catecumeni, eseguita da Maurizio Novelli di Serravalle d’Asti, l’opera riproduce l’affresco che Gian Carlo Aliberti dipinse tra il 1712 e il 1714 nel coro della chiesa di Sant’Agostino, oggi non più esistente (era in Via XX Settembre). Alla primitiva chiesa appartiene invece la tela seicentesca del coro, con San Silvestro orante e gruppi di angeli. Notevoli anche le tre tele di Michelangelo Pittatore: Santa Zita, San Francesco da Paola, Madonna col Bambino e angeli (1879). Gli altari di marmo bianco delle cappelle dedicate alla Madonna delle Grazie e, a San Francesco di Paola, furono scolpiti a Genova, e vennero regalati dalla damigella Angelica Vespa alla chiesa di San Silvestro.
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