
Chiesa di San Paolo
ggi la bella chiesa barocca di San Paolo, si trova in Via XX settembre e Piazzetta San Paolo (caratterizzata da una scalinata) e appare come una costruzione tardosettecentesca in cotto faccia a vista.
Una chiesa di San Paolo già esisteva in Asti nel XIII secolo, poiché in un documento del 20 Dicembre 1292 è menzionata la “porta Sancti Pauli”, porta che prendeva il nome dalla chiesa stessa.
La chiesa sorgeva presso le mura della città di Asti, ed è la stessa chiesa, ora trasformata in un negozio, che ancora oggi è possibile vedere prospiciente in Via Cavour, accanto al campanile di struttura romanica, della presente Parrocchia di San Paolo.
Nel Registro del 1345 la Parrocchia di San Paolo è segnata verso le ultime posizioni, il che è forse è indizio di minore antichità, ma è altrettanto vero che essa compare prima della chiesa di San Lorenzo, che già esisteva nel 924 d.C. Nello stesso Registro le sono assegnate 35 lire astesi.
Nel 1483 la chiesa di San Paolo venne riedificata dall’avvocato Engue e dal sacerdote Pietrino di Codevilla, canonico della Cattedrale, come si può dedurre da una lapide posta presso la sacristia della chiesa.
La chiesa di San Paolo venne ristrutturata nel 1578 per opera del vescovo Domenico Della Rovere, cambiando l’orientamento della facciata da est a ovest. La chiesa venne consacrata il 30 Ottobre 1579.
Tutto ciò si comprende da un’iscrizione in quattro distici latini, già esistenti nell’antica chiesa di San Paolo e riportati dal Provenzale nella sua “Raccolta di sacre memorie della Città d’Asti”.
Ad attestare l’opera del vescovo Domenico Della Rovere rimangono ancora due suoi stemmi marmorei, posti prima, nella faccia dell’antica chiesa di San Paolo, da lui appunto eretta, ed ora presso la sacristia della “nuova” chiesa.
Come risulta dalla visita apostolica fatta da monsignor Angelo Peruzzi il 18 Gennaio del 1585, era parroco di San Paolo, con titolo di Rettore, D. Giacomo Andrea Della Rovere, succeduto nel 1569 a O. Alberto Della Rovere.
La parrocchia di San Paolo non si estendeva oltre le mura della città di Asti, ed aveva 70 scudi di rendita.
La chiesa era suddivisa in tre navate e di buona costruzione, ed era stata da poco munita di un tetto per opera del Rettore D. Giacomo Andrea Della Rovere. Il Visitatore apostolico la trovò ben fatta e proporzionata, e, cosa ancor rara a quei tempi, con pareti imbiancate e pavimento in mattoni.
Oltre l’altare maggiore, vi erano altri due altari, dedicati uno ai SS. Giacomo e Filippo, al quale era anche unito il titolo di Santa Maria, e l’altro a San Sebastiano, tutti e tre costruiti in pietra, consacrati e ornati. Vi era anche una piccolissima e buia cameretta che veniva utilizzata come sacristia, fornita di pochi e miseri ornamenti.
Nel 1716 la Parrocchia di San Paolo era retta da D. Urbano Isnardi, originario di Guarene.
Il 18 Luglio 1733 i padri Filippini prendettero possesso della Parrocchia di San Paolo, sotto il titolo di Priorato. I padri Filippini furono molto attivi nella Parrocchia di San Paolo, erigendovi tra il 1785-87 la casa che ora serve d’abitazione per il parroco, e la nuova chiesa che venne incominciata nel 1789 e condotta a termine nel 1794, e consacrata il 24 Settembre 1795 da monsignor Pietro Arborio Gattinara.
La “nuova” chiesa di San Paolo, venne progettata a partire dal 1787 da Padre Filippo Massirio per gli Oratoriani di San Filippo Neri, i quali, ad Asti dal 1696 e nel borgo di San Paolo dal 1732, erano desiderosi di una nuova e più grande costruzione a cui affiancare il collegio (sulla Via Cavour accanto alla chiesa vecchia).
La nuova ed imponente costruzione presenta una facciata in cotto, ritmata da paraste composite nel primo ordine mentre superiormente termina con una trabeazione modanata ed un timpano sorretto da quattro paraste. L’interno è ad una sola grande navata con cupola a finestre sgusciate.
Le pitture nell’abside, rappresentanti San Paolo in atto di predicare, e la sua conversione sulla via di Damasco, quelle nelle volte e nella cupola furono fatte nel 1794 da Carlo Gorzio di Moncalvo. Il grande affresco sulla parete al fondo della chiesa, in cui è ritratto l’Apostolo delle genti che predica nell’Areopago d’Atene, fu dipinto quasi nello stesso tempo dall’Astese Vincenzo Cavallero.
Nel 1802, i padri Filippini furono scacciati da Asti a causa dalla rivoluzione francese, rimase ancora il padre Giambattista Bayno, astigiano, il quale, dopo aver prestato per alcuni anni servizio alla Parrocchia in qualità di vice-curato, nel 1788 venne eletto egli stesso curato di San Paolo, e rimase tale fino al 7 Ottobre 1833, anno in cui morì.
Per opera sua la chiesa di San Paolo si arricchì grandemente di nuovi e preziosi arredi, che egli potè acquistare a buon prezzo a causa della demolizione di molte chiese astigiane, avvenute al principio dell’800 con la soppressione degli Ordini religiosi voluta dall’occupazione napoleonica.
L’altare maggiore e le balaustrate, di marmo, appartenevano alla chiesa di Sant’Agostino degli Agostiniani Conventuali, già eretta presso il Monte di Pietà, e abbattuta nel 1827.
L’altare della cappella a sinistra, in onore della Madonna del Rosario, si trovava nella chiesa della Maddalena, di proprietà dei Domenicani. Fu eseguito nel 1790 a spese della Compagnia del Rosario da un Francesco Ferraris, marmista svizzero, domiciliato in Asti. La grande tela della Vergine del Rosario è attribuita ad Orsola Caccia, figlia del Moncalvo, benché parte della critica recente sia più orientata verso il nome di Grazio Cossali, pittore cinquecentesco bresciano. Gli altri quattro preziosi quadri che adornano questa Cappella furono dipinti dall’astese Vincenzo Bosio.
L’altare della cappella a destra apparteneva alla chiesa della Certosa di Valmanera. L’ancona di San Filippo, a cui questo altare è dedicato, è di Pietro Montaldo d’Asti, il quale dipinse pure la sacristia. Le quattro tele, che si vedono nella stessa cappella e rappresentano l’adorazione dei Magi e quella dei pastori, San Francesco di Sales e San Giovanni Nepomuceno, furono dipinte dal già, menzionato Vincenzo Cavallero.
Nell’antisacrestia, vi è il gruppo in legno dorato di Sant’Anna e Maria bambina, opera attribuita a Giovanni Battista Bonzanigo. Il bel quadro della Vergine che è in sacristia, si crede che sia opera dell’Aliberti. Degno di nota vi è ancora il gruppo scolpito di Gesù crocifisso con Maria e San Giovanni (XVI secolo) proveniente dall’antica chiesetta.
Con la morte dell’ultimo parroco filippino, G. B. Bayno, la Parrocchia di San Paolo diventò di libera collazione del Vescovo.
Nel 1888, per allargare la Via Cavour, a spese del Municipio, fu ristretta la casa parrocchiale.
Sulla parte sinistra si nota ancora un tratto del campanile romanico.