a corte “de vigarisio cum castro et capella et boscho” è tra i beni che Enrico IV conferma al vescovo Pietro, con un diploma, nel 1041. Viarigi e il suo castello erano quindi già da tempo possesso della Chiesa d'Asti che in questa zona e nel vicino Montemagno ha interessi e vari beni.
Il territorio di Viarigi tra il 1274 e il 1316, fu a lungo conteso tra i marchesi del Monferrato e gli Alessandrini, i quali riuscirono ad assalire il castello, e dopo un lungo ed estenuante assedio, che durò per ben due mesi, lo conquistarono con lavori di mina, lo saccheggiarono e lo incendiarono.
Fu questo il danno più grosso e devastante che soffrì Viarigi ed il suo castello, del quale, con i secoli, si perse ogni suo resto.
Viarigi, tornato poi ai Monferrato, fu infeudato a diverse famiglie prima che l’avvento dei Savoia imponesse il controllo diretto e la perdita, per la popolazione, di tutti i benefici fino ad allora goduti.
Del castello di Viarigi non rimangono che il nome di due vie ed una torre in cima alla collina. La torre era dipendenza del castello. In origine, probabilmente, costituiva sia il mastio che la torre di avvistamento del maniero. Il castello, ora scomparso, esisteva forse già nel XII secolo. Alla ricostruzione successiva appartiene probabilmente la torre attuale, datata invece dal Vergano al XIII secolo. Assolutamente poco attendibile sembra invece la datazione riportata nel catalogo del Sesia: 1550. ". La "Torre delle vedette" faceva parte di una catena di posti di avvistamento e segnalazione, che da Viarigi, per mezzo di fuochi, fumate e specchi, comunicava ad ovest con il castello di Montemagno, e ad est con la torre di San Salvatore Monferrato.
Si tratta di una torre a base quadrata, con finestrelle sui lati. La torre è alta 25 metri, ed è strutturata in cinque piani interni; la parte terminale è leggermente avanzata con quattro cornici ad archetti, e coronate da una merlatura ghibellina. Ai piedi della torre, la cui parte superiore si può datare al XIV secolo, vi è un corpo, a pianta rettangolare, addossato per un lato breve. La muratura di questo è in corsi alternati di cotto e arenaria, finita da una serie di archetti pensili. Sulla parete nord si aprono due porte ad arco.
Si è spesso parlato, delle caratteristiche “liguri” delle torri monferrine, rifacendosi al classico tipo genovese che trova il suo prototipo nella torre degli Embriaci a Genova ed è diffuso in buona parte della Riviera. Tuttavia il modello architettonico della torre alta, quadrata, con triplice archeggiata cieca a costituire uno pseudo-apparato a sporgere, è talmente diffuso in tutta l’area dell’Alto Monferrato e nell’Astigiano, da far pensare quasi ad un modulo locale, o almeno totalmente assimilato, dato che si ripete con assoluta costanza.
Tipica di questa tipologia è appunto la torre di Viarigi, che costituisce l’esempio più a nord di questo modo di costruzione.

Prima di cliccare sull'anteprima immagine per l'ingrandimento attendere il caricamento completo dell'album

.

Torre del castello di Viarigi