Immagine tratta dal libro "Le miniature del Codex Astensis", Comune di Asti - Fondazione C.R.A. 2002
Castello di Vesime "Codex Astensis"
 

l luogo che vanta origini romane e che nel VI e VII secolo ospitava una pieve, nel 978 d.C. fu sottomesso al vescovo di Acqui.
Anticamente il toponimo era “Vescimum” od anche “ad Vicesimum ab Aquis Statiellis lapidem”, ad indicare la distanza di venti miglia romane dalla città di Acqui.
Da Vesime passava anche la strada romana che da Acqui conduceva a Cortemilia.
Si parla anche del toponimo “verres eximius” derivante dal cinghiale raffigurato sullo stemma comunale.
Nel 1184, Vesime pervenne in feudo ai Del Carretto i quali si sottomisero al Comune di Asti ricevendone in cambio l’investitura; nel XIV secolo, poi, il conte Amedeo di Savoia, eletto vicario imperiale in Italia da Enrico VII, investì dei territori gli Asinari, ma già nel 1423 una parte del borgo e il castello pervennero agli Scarampi.
L’estinzione degli Scarampi fece si che il feudo venne assegnato dal duca di Mantova, Carlo II, alla famiglia dei Biandrate.
IL castello di Vesime, gravemente venne danneggiato nel 1431 da Francesco Sforza, che per conto dei Visconti guerreggiava contro il marchese del Monferrato, ma danneggiato molto più seriamente nel 1613, durante la guerra di successione del Monferrato, dalle truppe sabaude. Il castello venne definitivamente smantellato dalle truppe sabaude nel 1644.
Le origini del complesso fortificato non sono certe: la tesi più probabile sembra essere quella che ne attribuisce la costruzione ai Del Carretto nella seconda metà del XII secolo.
Il castello di Vesime, infatti, è riportato nel “Codex Astensis”, in cui non è difficile riconoscere il fianco settentrionale del fabbricato, con la torre tuttora esistente.
Arrivando al centro del paese di Vesime, ci si trova sull’ampia piazza del Municipio il quale conserva un pregevole loggiato medioevale; e, Percorre la ripida Via Scarampi che sale alle spalle del Municipio, è possibile scorgere i resti della torre quadrangolare con feritoie e alcuni tratti di mura perimetrali, in pietra arenaria, del castello di Vesime. Il complesso, di dimensioni ridotte, è situato su una cresta che domina tutto l'abitato.
Da documenti risalenti al XVI secolo, è possibile ipotizzarne una descrizione: per accedere alla corte interna del castello bisognava passare attraverso quattro porte ed un ponte levatoio. Sulla corte si affacciava, oltre che il castello, anche un palazzo non meglio identificato. All'interno del castello, accanto alla “Salla grande”, erano distribuite varie camere e la cucina. Al centro del piano superiore c'era la “Caminata” (cioè una camera riscaldabile da un camino) accanto alla quale si trovava una saletta, talvolta usata per riunioni. In corrispondenza della sottostante cucina, si trovava la camera degli ospiti.
Sotto il castello c'era una cantina ad uso dispensa, cui venne annessa una cantina più piccola durante rimaneggiamenti risalenti al 1590.
Una seconda porta di accesso fu aperta a nord nel corso del XV secolo. A sud del castello vi era un ricetto con due porte: presso il muro c'erano le stalle ed i fienili.
La facciata principale del castello si affacciava su una piazzetta, mentre i restanti lati erano circondati da giardini e orti.
Nella sala delle carte geografiche in Vaticano è dipinto il castello di Vesime; l'affresco è del 1589 ed è segnato con il nome di “Visma”.
Dagli archivi della Soprintendenza si apprende che nel 1986 è stato rifatto il tetto e la scala esterna d'accesso alla torre medioevale e nel 1991 si è rinvenuto del materiale archeologico nell'area del “complesso incasellato”.

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Castello di Vesime