n tempo, il villaggio ed il primo castello di Settime, erano posti più a valle rispetto alla loro attuale ubicazione. Essi, difatti, erano siti nei pressi della “septimum lapidem”, ovvero la settima pietra miliare posta sull’antica strada romana che da Hasta (Asti) conduceva ad Industria (Monteu da Po).
Nella zona intorno a Settime la Chiesa d'Asti aveva diversi beni. Il borgo, citato già in documenti dell’875 d.C., è in quel tempo abitato da un gruppo di cavalieri franchi proprietari di numerose terre. Questi appartengono al gruppo dominante dei conti carolingi e sono spesso in relazione con il vescovo d’Asti. Nonostante la presenza di figure di una certa importanza, non pare che Settime abbia avuto signori propri fino al XIII secolo. Probabilmente, Settime, al termine del XII secolo dipende dai signori di Cossombrato.
La prima opera fortificata del luogo fu eretta presumibilmente nello scorcio del XIII secolo, quando i discendenti dei signori Riva, un cui ramo aveva finito per prendere il nome “di Settime” per l’antico possesso vantato sul luogo, vendettero i loro diritti sulla località a Beltramo Comentina (1270). Gli eredi del Comentina si fecero talmente odiare dai villici da provocare una rivolta nel 1309; ed è proprio grazie alla narrazione di quella sommossa, fatta dal cronista astese Guglielmo Ventura, che dell’episodio fu testimone oculare, che compare per la prima volta il castello di Settime. Castello che andò distrutto, insieme al primitivo abitato di Settime, in quell’occasione.
I ghibellini astigiani, che, in quell’epoca scacciati dalla città, si erano arroccati nei dintorni di Asti, fabbricarono a Settime una casaforte che doveva servire loro come punto d’appoggio e di difesa, durante gli scontri.
Nel 1313 la roccaforte ghibellina di Settime è duramente attaccata dalle forze guelfe di Giovanni Dal Pozzo, che assalì la fortificazione tentando di espugnarla, impresa che non gli riuscì.
Quello che ci andò di mezzo, come spesso accadeva, fu il nuovo borgo di Settime ricostruito sulla cima della collina, sul quale i guelfi sfogarono la loro rabbia per il fallimento dell’impresa.
Nel 1317 il castello viene venduto alla famiglia Grassella, di parte guelfa, ma le pessime condizioni dell’edificio spinsero la famiglia ad abbandonare la precedente struttura e a costruire un nuovo maniero.
Nel 1407 Ruffino Grassella vende il castello, appena edificato, e metà del feudo ad Opizzone Roero, signore di Piea, Cortanze, Mombarone e Valleandona. La ricca e potente famiglia Roero in pochi anni riuscì ad acquistare l’intero feudo di Settime. Nel XVI secolo il territorio passa sotto il dominio sabaudo.
Nel XVII secolo, anche la fortezza medievale di Settime, come molte altre nell’Astigiano, cambia il suo aspetto in villa nobiliare di campagna. Alla famiglia Roero di Settime è dovuto il grande restauro e l’ampliamento del castello, in pratica fu un rifacimento, che trasformò così il palazzo in una lussuosa dimora residenziale, aspetto che conserva tuttora.
Settime rimase proprietà dei Roero fino al 1865, con una breve interruzione negli anni sessanta del XVIII secolo. Poi passa ai Pettenengo Cocconito e all'inizio del ‘900 al marchese Borsarelli di Rifreddo.
Il castello di Settime, come già descritto in precedenza, ha antiche origini e una notevole storia militare, dovuta soprattutto alla sua vicinanza ad Asti. Purtroppo il restauro e l’ampliamento subito in epoca barocca hanno parecchio snaturato il carattere fortificato del complesso, esaltando invece quello residenziale, che è oggi totalmente preminente. Ciò che rimane della fortezza trecentesca è l'impianto del corpo ad occidente, a pianta poligonale, allungato verso nord. Sulla parte esterna del medesimo lato, sono ancora visibili, anche se murate, le bifore originarie in cotto o con ghiera a conci alternati in tufo e cotto, e parte del fregio di coronamento composto da quattro corsi di dentelli al livello dell'attuale terzo piano.
Il castello di Settime occupa la parte più alta del paese, e dalla piazzetta della chiesa parrocchiale si accede al giardino a terrazze, che gira intorno al castello. Qui si vede il terrapieno che chiude il suo angolo, a destra con una torriola circolare.
L'edificio, a pianta irregolare, è formato da due corpi: il più antico è poligonale e si lega all'altro, rettangolare, a nord, chiudendo la corte, dove c'è la cappella e un piccolo giardino posti sul terrazzamento definito da una balaustra in pietra.
Il castello è costituito da tre piani fuori terra, mentre all'esterno le finestre di fine Seicento, in gran parte tamponate, sono disposte su due ordini. Di gusto tardo seicentesco sono le cornici delle finestre, disposte a due a due su ogni lato esterno ed il porticato d'ingresso, con le ampie arcate ed il trattamento “a bugnato” delle superfici.
All'inizio del XVIII secolo dovrebbe risalire la costruzione delle scuderie, poste a ridosso di un muraglione del castello, ad est. La tradizione ne attribuisce il disegno al grande architetto Filippo Juvarra, che avrebbe anche progettato la parrocchiale di San Nicolao, sita a ridosso del recinto. Questa tradizione fu messa in dubbio dal Mallé. Non ha attualmente, infatti, alcun sostegno documentario, ma entrambe le costruzioni ricordano lo stile del famoso architetto di corte.
Il prospetto delle scuderie è costituito da un blocco centrale, avanzato, con un loggiato a sei arcate e due brevi corpi laterali con semplici finestre rettangolari. Sotto il loggiato c'è un grande salone, con volte a vela, sorrette da colonne lisce. Legata al corpo occidentale, verso il cortile vi è la cappella. In essa vi è un’iscrizione del 1786 che data un altro restauro, anche del castello. La risistemazione quasi totale dei locali e dei piani interni del castello, avvenne in questo periodo come testimoniano le sale, prive di corridoio, del corpo occidentale e le decorazioni parietali stile impero.
Intorno al 1885 vengono nuovamente rimodernati il castello, la cappella ed i giardini.

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Castello di Settime