l territorio tra le due Bormide (di Spigno e di Millesimo) è particolarmente ricco di torri e tutte di notevole dignità architettonica. Ma certo la torre di Vengore è tra le migliori, sia per altezza, sia per conservazione sia infine (non trascurabile aspetto) per la posizione altamente panoramica. Viene attribuita generalmente al XIV secolo, datazione che gli viene attribuita, sia per le proporzioni, sia per la presenza dell’apparato a sporgere sulla sommità della torre stessa. Apparato a sporgere che induce a pensare agli ultimi anni del XIV secolo.
Tuttavia i dati storiografici e anche semplicemente bibliografici intorno alla costruzione non sono molti. Assodata ne è la funzione di vedetta, più che di fortificazione vera e propria; sicuramente sorta con il compito di controllare la valle del Bormida di Spigno e le colline del contado acquese.
Si potrebbe azzardare a proporre per Vengore un origine non signorile ma comunale, legate all’espansione acquese. Ipotesi basata sulla assoluta diversità di questo esempio da quello, pur vicinissimo in linea d’aria, di Roccaverano, esempio che per di più ha una vicina replica nella vicina torre di Olmo Gentile; e invece sulla notevolissima somiglianza tra la torre di Vengore e quella del castello di Visone pochi chilometri a oriente di Acqui.
E’ comunque degna di nota la compresenza, nel territorio di Roccaverano, di due esemplari di torri così diverse come quelle di Vengore e del castello di Roccaverano, esemplari per di più, quasi canonici dei due differenti tipi.
Secondo alcuni autori ottocenteschi Vengore prenderebbe il nome dalla sua torre, sia pure in maniera contorta. Si narra infatti da parte di questi autori che la fortificazione sarebbe stata eretta da un potente del luogo, il quale, esaltato dalla possenza e dall’altezza della torre, non avrebbe cessato di ripetere, durante i lavori di edificazione, “Vengo re, vengo re!”. Con il risultato di lasciare tale esclamazione in eredità alla sua opera. Leggenda, naturalmente. Tale leggenda è attribuita, a seconda degli autori, ad Angelo Brofferio ed a G. Cesare Abba.

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Torre di Vengore