
l paese di Pino d’Asti fu insediamento romano, come testimonia il ritrovamento, avvenuto nel 1860, di un frammento epigrafico presso la “cascina Malino”.
Il paese, in virtù delle sue antiche origini fu eretto a plebania ecclesiastica, alla quale andarono soggette tutte le chiese del territorio circostante.
Originariamente compreso tra i possedimenti del marchesato del Monferrato, nel 1170 il luogo appartenne ai conti Radicati di Cocconato e ai signori di Passerano.
Agli inizi del Trecento il borgo rientrò fra i domini dei Paleologo, marchesi del Monferrato, che lo tennero per lungo tempo. Passato nuovamente ai Cocconato, nel 1518 da questi venne ceduto in parte ai Savoia che divennero proprietari dell’intera zona soltanto dopo la pace di Cherasco.
I resti dell'antico castello di Pino d’Asti, d'impianto medioevale, risalente probabilmente al XIII secolo, furono integrati per la maggior parte in costruzioni sei-settecentesche. Ne sono tracce la muratura in ciottoli e cotto a corsi alternati, una torre cilindrica in parte sporgente dal corpo di fabbrica interno, i resti del dongione a difesa dell’antico ponte levatoio.
In un primo tempo è stato costruito un palazzotto centrale e successivamente gli sono stati addossati altri fabbricati che circondavano i tre lati dell'edificio, datati 1660.
Già alla fine dei secoli XVIII e XIX il castello si divideva in due parti: una più antica, proprietà degli Scozia, e l'altra del conte Lorenzo Frejlino di Buttigliera. Nella parte più antica si hanno ancora tracce di una alta torre merlata, la quale alla fine dell'ottocento venne distrutta, ed i mattoni venduti.
Circondato un tempo da giardini, il castello si presenta a tre piani fuori terra, è intonacato esternamente e sulla facciata sud sono ancora visibili resti di pitture.
Probabilmente la costruzione attuale utilizza pianta e muratura di quella antica.
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