’insediamento di Piea risale all’epoca romana, come documenta una lapide dedicata a “L. COMINIVS”, ora conservata nel castello, il nome del luogo rimanda esso stesso al persistere di tradizioni di origine romana, poiché è riconducibile a una voce del latino volgare “plagea”, che significa superficie pianeggiante.
Il più antico documento medievale che faccia esplicito riferimento al territorio di Piea risale all'832 d.C. Il territorio di Piea in epoca alto medievale è spezzettato in varie proprietà e borghi; e questi ultimi dipendevano dal “castrum”.
Del castello di Piea si parla per la prima volta nella bolla pontificia del 1154 che conferma al vescovo d'Asti vari beni. Il “castrum”, che quindi esisteva prima della metà del XII secolo, spetta al signori del luogo. Questi, fra tutti i vassalli vescovili, sono quelli che hanno giurisdizione su un più vasto territorio. Essi costituiscono un comitato, cioè una circoscrizione territoriale dei loro possessi, che include Castelnuovo e Capriglio.
Nel 1199 i “de P1aya” si fanno cittadini astesi. Durante le lotte fra Asti e il marchese di Monferrato, quasi tutti i signori dell'area nord-occidentale, vassalli del vescovo di Asti, in questo momento particolarmente difficile si schierano con il Comune di Asti.
Ma il rapporto con il Comune d'Asti, che si sta espandendo nel contado, diventa a poco a poco più sfavorevole per i “de Playa”, i quali perdono qualche privilegio. Nel 1206 Guglielmo di Piea giura fedeltà vassallatica ad Asti. Alla fine del Duecento una parte del castello forse spettava al comune di Montechiaro, e comunque il feudo di Piea comincia allora ad essere spezzato in varie parti fino al 1372, quando è diviso in metà fra i di Piea e i Roero. Dopo il 1434 Lodovico Roero, divenuto feudatario di una piccola frazione del feudo, si allea con il marchese Paleologo di Monferrato e si impossessa per questi di Piea. Ottiene così l'investitura di tutto il feudo. Nel 1436 Conradino Roero riesce a recuperare il castello e restituirlo al vescovo. Il feudo torna così ad un solo signore nel 1473, quando ne viene investito Percivalle, figlio di Contadino.
Probabilmente in quest'epoca venne restaurato il castello che nel 1539 aveva una grande torre adibita a prigione e due torrette.
Nel 1687 il castello risultava mezzo rovinato, mentre sussisteva la grande torre e un ponte levatoio.
Rimane in questo stato probabilmente per lungo tempo, fino a quando, dopo varie contese fra i Savoia e la Santa Sede, Carlo Roero lo fa restaurare.
All'inizio dell'Ottocento passa in eredità al marchese Fausone di Cravesana ed in ultimo ai Bombrini nel 1880; poi ai conti della Croce di Doiola, che lo tengono attualmente.
L’antico castello di Piea, nel corso del Settecento fu oggetto di radicali e profondi interventi di ristrutturazione da parte della famiglia Roero. Nel 1724 venne restaurata la parte sinistra, nel 1742 la parte destra e nel 1762 alcune sale furono decorate dai fratelli Galliani. Altri interventi vennero realizzati nella seconda metà dell’Ottocento.
Oggi il castello si presenta con massiccio aspetto; sorge alla sommità del colle che domina l'abitato ed è in gran parte celato alla vista dalla lussureggiante vegetazione del parco. Quasi più nulla è rimasto del suo aspetto originario, tranne forse le fondamenta e le cantine, e si presenta come un sontuoso palazzo settecentesco, di tre piani fuori terra. All'interno si trovano numerose stanze con un ricco arredamento, un ampio salone, la galleria e una piccola cappella gentilizia.

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Castello di Piea