a Città di Nizza Monferrato, anticamente nota come “Nicia” o “Villanova Nicie”, trarrebbe le origini del suo nome da “Nicea”, dea greca della vittoria.
I primi documenti che attestano le vicende della cittadina di Nizza Monferrato, risalgono ad un atto del 1021, in cui si nomina una “villa curte Nicia” e negli anni immediatamente successivi, il borgo legò la sua vita politica alle vicine Asti ed Alessandria.
Nel 1225 i nobili di Acquosana dovettero sottomettersi agli Alessandrini che, distrutti tutti i castelli della famiglia, li costrinsero a costruire un nuovo centro, una “villanuova”; nacque così Nizza come area d’incontro tra le popolazioni di Lanerio, Calamandrana, Quinzano, Belmonte, Garbatola, Lintignano e Castelvecchio.
Inizialmente il nuovo borgo risultò sotto la protezione di Alessandria e venne diviso in tre zone, Terzieri, che assunsero il proprio nome da quello dei luoghi principali: Lanero, Belmonte e Calamandrana.
Nel 1264 il centro passò sotto il controllo del marchese del Monferrato, ma pochi decenni dopo gli abitanti di Nizza trovarono la forza per opporsi a questo indesiderato dominio.
All’inizio del XIV secolo la città risultava dominio del marchese Teodoro Paleologo e lo stesso centro fu oggetto dei violenti saccheggi del 1391, anno in cui i Francesi, sconfitti militarmente dai Visconti, attraversarono queste zone durante la loro ritirata.
Nel XVII secolo fu la volta dei Gonzaga i quali avevano aggiunto ai propri domini tutto il marchesato del Monferrato e, dunque, la stessa Nizza che da questo dipendeva.
La città fu attaccata nel 1628 da Carlo Emanuele I, alleato con gli Spagnoli e, con il trattato di Cherasco, venne assegnata al duca di Mantova.
Nel 1647 il territorio fu nuovamente assediato e in tale occasione il governatore di Milano fece demolire la fortezza. Ripetutamente saccheggiata da Francesi e Spagnoli la città di Nizza passò poi sotto i domini dei Savoia.
A fronte di una storia così agitata e tormentata, nel corso dei secoli la struttura fortificata di Nizza ha subito notevoli danneggiamenti. Anticamente l’abitato presentava una forma triangolare, piuttosto inusuale per il periodo, ed era circondato da mura difensive rinforzate da torri nelle quali si aprivano le porte. Sull'asse di ogni strada trasversale vi era una torre ed altre due porte che si aprivano rispettivamente verso il torrente Belbo e il rio Nizza; intorno alle mura correva la contrada dello “Spado o Spalto”, di cui rimangono visibili ancora alcune tracce.
I bastioni destinati alla difesa della città sono stati eretti nel 1552, restaurati e migliorati tra il 1571 e il 1580, smantellati, unitamente alle mura, nel 1648.
Si hanno altre interessanti notizie della città nel periodo seicentesco: si descrivono per esempio le colonne rotonde di pietra di cava, che sorreggono gli archi che fiancheggiano la via “Maestra”.
La torre a pianta quadrata ha subito nel tempo diverse modificazioni a secondo del variare della sua funzione: da torre di avvistamento e da difesa a torre campanaria, in parte a sede comunale, visto la stretta aderenza del palazzo municipale rimaneggiato alla fine del XVIII secolo e del palazzo Monferrino, edificio sorto sul presumibile sedime della chiesa di San Giovanni in Lonero, attorno alla metà del 1800. Le stesse aperture esistenti del manufatto, le due monofore prospicienti la piazza e le quattro più grandi (una per ogni lato) presentano una strombatura in mattoni sagomati di fattura ottocentesca. Come esemplare di torre civica è uno dei migliori del Piemonte e anche dei meglio tenuti.
Le due stanze ricavate all'interno sono sostenute da volte a vela come quella che sostiene il tetto piano, mentre quelle intermedie sono costruite con travi in ferro e voltine in mattoni pieni.
Nel territorio di Nizza Monferrato erano siti i castelli di Belmonte, Castelvecchio, Garbazola, Lanerio, Lintignano e Quinzano.

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Palazzo Comunale