primi documenti legati a questo territorio, lo indicano come possesso dei marchesi del Monferrato, ma verso la metà del X secolo Ottone I lo concesse al conte di Vercelli la cui discendenza lo tenne fino al XII secolo. Di qui in avanti divennero signori i discendenti di un ramo della famiglia Radicati.
Il castello di Moncucco Torinese, fu più volte assediato e attaccato da Chieresi e Francesi, ma fu sempre in grado di garantire una strenua difesa contro i molti eserciti che, come quelli dei Visconti e dei Savoia, cercarono in più riprese di impadronirsi del territorio. Dopo essere stato coinvolto nelle guerre di successione monferrina, verso la metà del XVII secolo il castello fu venduto agli Scarampi per poi passare dapprima nelle mani dei Cardè e quindi in quelle della famiglia Carron.
L’imponente castello è costituito da una massiccia struttura, ed è ancora cinto da robuste mura.
La sua pianta è irregolare ed è costituita da tre corpi di fabbrica, disposti globalmente ad “U”, i quali non mantengono costanti le loro dimensioni. A questo schema si affiancano altre costruzioni: la porta di accesso a Sud e la torre ad Ovest.
La facciata più interessante del complesso è quella a Nord, dove sono evidenti le tracce della sua origine medioevale e dove a causa della maggiore esposizione ad attacchi provenienti dal fondovalle vennero eretti elementi difensivi; sono infatti conservate le due torri con le bertesche. La prima torre, rimodernata, è a pianta quadrata e sporge al centro della fiancata; presenta lesene angolari e termina con una cella, a due aperture ad arco su ogni lato, con cornicione aggettante sostenuto da mensoline. La seconda torre sovrasta il castello ed è anch'essa coronata di bertesche; sulle pareti, e sono ancora visibili i segni delle cannonate sparate dai francesi. Il coronamento è costituito da caditoie o piombatoie.
A Sud-Ovest il complesso è chiuso da un alto muro che sostiene la strada che conduce al cortile interno. L'accesso al castello è costituito da un avancorpo a pianta rettangolare, con volte a botte e tetto a terrazzo praticabile.
Dall'interno della costruzione si accede, per mezzo di una scala ai piani superiori del castello.
Il complesso fortificato è a tre piani fuori terra sui prospetti prospicienti la piazza e la valle, mentre a due soli piani sul lati affacciatesi sul cortile; la sua muratura è intonacata tranne nel prospetto Nord dove è in mattoni a vista. Sul prospetto Est vi sono i resti di una cornice sottofinestra costituiti da due corsi di mattoni aggettanti che racchiudono una fascia di losanghe bicrome (rosse e bianche alternate) e da una sottostante cornice dentellata.
Sul prospetto Sud verso il cortile, particolarmente belle e interessanti sono le cornici di una finestra ad arco acuto in formelle di cotto, raffiguranti un ramo di ghiande e la cornice di una porta anch'essa composta di formelle in cotto rappresentanti però un tralcio di uva.
Il De Canis descriveva il castello diviso in due parti: una di proprietà demaniale, l'altra spettante al conte Solaro ed era fornita di un “comodo alloggio per la villeggiatura”.
Attualmente l'edificio è suddiviso internamente in molte sale e in molteplici vani minori; è di proprietà comunale, ed è sede delle scuole elementari.
Sempre nel territorio di Moncucco, in frazione Pogliano, si trovano i ruderi di un castello nominato per la prima volta nel 1034. La struttura era difesa da un ponte levatoio e da due torri quadrate e venne parzialmente mutilata dal conte Solaro quando decise di restaurare il castello di Moncucco.
Dell’antico maniero, attualmente rimane soltanto una porzione di muro.

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Castello di Moncucco Torinese