l territorio di Mombaruzzo, viene nominato in alcuni documenti del 1014, anticamente face parte del Comitato di Acqui Terme, questo prima che il paese venisse donato all’Abbazia di Fruttuaria. Nel 1164 il possesso del castello presente sul territorio fu confermato dall’imperatore Federico I detto il “Barbarossa”, al marchese del Monferrato. Nel XVI secolo, la famiglia Grassi fu investita del castello, mentre nel 1632, Ansaldo Imperiale Lercaro di Genova ricevette in dono feudo e castello di Mombaruzzo.
Nel paese di Mombaruzzo, si può notare ancora oggi, nonostante gli ampliamenti, le distruzioni e le modificazioni avvenute nei secoli il sito del borgo fortificato che sorgeva sulla sommità della collina.
Della fortificazione, che doveva essere a schema concentrico non restano che poche tracce, che consistono in alcuni tratti di mura; il toponimo Via degli spalti e l’alta torre di vedetta. Nel 1863 un torrione sopra il “Vignale”, borgo sotto le mura, fu smantellato per aprire una nuova strada. Sono visibili tutt'oggi vari resti delle mura, alcuni di notevole dimensioni.
La costruzione meglio conservata è la torre che dominante il paese, ed è sita nella zona nord-orientale del ricetto: si presenta come un alto parallelepipedo chiuso, in mattoni a vista, priva di decorazioni; solo nella parte superiore si nota una fascia a pseudo archetti. La struttura è a base quadrata con il lato di 5 metri circa, ed una altezza che si aggira sui 30 metri. Le aperture originali sono state modificate durante le opere di manutenzione e ripristino eseguite sul finire del XIX secolo. Questi tipi di torre sono molto antiche e secondo alcune teorie, rappresentano la connessione del ricetto con precedenti strutture difensive.
Il 25 maggio 1878, come si desume dall'iscrizione murata sul lato est della torre, fu ricostruito l'angolo nord danneggiato dal fulmine. Oggi la torre viene utilizzata come “torre campanaria”.

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Torre del Ricetto di Mombaruzzo