

Castello di Costigliole d'Asti "Codex Astensis"
e iniziali vicende storiche di Costigliole d'Asti seguono quelle, assai più famose e studiate, del Comitato di Loreto. Ridotto ora ad una borgata rurale nel territorio di Costigliole, Loreto ebbe, a cavallo dei secoli XI e XII, una notevole importanza politica e strategica. Costituendo una parte dei vastissimi territori che Ottone I confermava ad Aleramo nel 967 d.C., divenne, verso la fine del XI secolo la principale residenza del marchese Bonifacio del Vasto.
La prima citazione documentata di Costigliole risale al 1143, e consiste nell’atto di donazione dei figli di Bonifacio del Vasto, avvenuto a Cortemilia, dove interviene come testimone un certo Daniele de Costelole insieme ad altri uomini di Loreto e Busca. E’ probabile che all'interno del più vasto Comitato di Loreto si stesse formando una comunità rurale, che negli anni successivi sarebbe stata al centro dei disegni di sviluppo territoriale del Comune Astese.
Nel 1198 gli Astigiani occupano parte del Comitato, e stringono patti saldi con gli abitanti di Costigliole facendola diventare una roccaforte del Comune di Asti nel cuore del Comitato di Loreto. Con la morte di Federico II (1250) incomincia il declino del Comitato di Loreto, e nel 1255 gli Astigiani lo assalgono distruggendone il castello e trasferiscono forzatamente gli abitanti a Costigliole.
Probabilmente risale a quest’epoca la formazione ed il consolidamento di una struttura castellana nel luogo di Costigliole.
La prima raffigurazione del castello di Costigliole è contenuta nel “Codex Astensis” manoscritto realizzato intorno alla metà del Trecento. Nella riproduzione il castello è posto alla cima di un colle e comprendente otto corpi di fabbrica. Ma la rappresentazione è poco attendibile per poter essere utilizzata.
Nel Cinquecento Costigliole, come molte altre località italiane, sono fortemente coinvolte nelle guerre franco-spagnole. Nel 1549 gli Spagnoli occuparono Costigliole; nel 1551 i Francesi riuscirono a scacciarli, ma alla fine dell’anno gli Spagnoli ne rientrarono in possesso. Nel 1557 i Francesi, comandati dal maresciallo Brissac, prendono il castello di Costigliole, ma fu nuovamente riconquistato dagli Spagnoli nel 1558. In questi anni il castello di Costigliole, insieme a numerose altre fortezze piemontesi, diventa un’importante roccaforte militare sicuramente strategica nel contesto di quelle particolari guerre di posizione che caratterizzano il XVI ed il XVII secolo.
E’ molto probabile che in quel periodo storico, in funzione delle nuove esigenze belliche, estremamente mutate per l'utilizzo delle armi da fuoco, il castello di Costigliole assuma, insieme alla nuova funzione di fortezza, una nuova e più grande figura architettonica.
Nel 1576 viene investito di metà del feudo Aurelio Asinari che lascia erede, nel 1620, l'unica figlia Ottavia, coniugata Verasis.
L'altra metà del feudo e del castello è di proprietà dei marchesi Asinari di San Marzano.
Nel Seicento Costigliole è coinvolta dalla guerra per la successione del Monferrato ed è occupata per pochi giorni nel 1616 e nuovamente nel 1637 dagli Spagnoli.
Le due famiglie titolari del castello (Verasis e San Marzano) negli anni 1661 e 1692 stipularono degli accordi e, ciascuno per la propria parte, intrapresero dei lavori di ingrandimento e restauro.
Secondo il prof. Renato Bordone, fu il marchese Ottavio, del ramo di San Marzano, che diede al castello l’aspetto con il quale è visibile tuttora, mentre alla famiglia Verasis si deve attribuire il restauro delle torri e della loro merlatura.
È nel corso della prima metà dell'Ottocento che, comunque, il castello subisce la definitiva trasformazione. In piena atmosfera romantica esso viene arricchito di decorazioni e forme neogotiche. Nel 1818 e 1821 i Verasis eseguono alcuni lavori e, a seguito del matrimonio nel 1854 con la fiorentina Virginia Oldoini, meglio nota come contessa di Castiglione, Francesco Verasis esegue gli ultimi interventi di sistemazione del giardino, delle scale e delle facciate esterne dell'edificio.
La metà del castello di proprietà dei Verasis viene alienata nel 1859, e dopo numerosi passaggi di proprietà, perviene a Luigi Medici del Vascello la cui nipote Ester si sposa con Oreste Balduzzi. La famiglia Balduzzi è a tutt'oggi proprietaria della metà del castello.
L'altra metà del castello pervenne nel 1862 ad Amalia Asinari di San Marzano e da questa, per successioni, a Vittorio Luserna di Rorà il quale in data 07/09/1928 vendette, la sua parte, al Comune di Costigliole.
La ricostruzione delle diverse fasi di sviluppo del castello appare assai difficile. L’insieme del castello, oggi monumento nazionale, si presenta come il più imponente edificio del genere nell’Astigiano. La mole, è davvero consistente se raffrontata a quella di edifici simili per storia e funzione, e le opere di abbellimento a cui nel tempo è stato sottoposto non consentono improvvisazioni. Di forma quadrangolare con lato di 50 metri circa ha sugli spigoli quattro torrioni angolari a base circolare (diametro circa 8 metri). L'altezza è pari a 24 metri (lato settentrionale) e per le torri è di 28 metri.
Il castello presenta delle facciate contraddistinte da diverse impronte decorative. Più semplice quella nord, impostata su tre ordini di finestre, oltre ad un basamento, e da uno scalone a doppia rampa. Più ornata la facciata sud, caratterizzata da finestre ogivali e da un corpo centrale, sporgente dal filo di fabbrica, con ponte levatoio, bertesche angolari e pesante merlatura guelfa (cioè tutto il consueto apparato decorativo applicato alle rivisitazioni ottocentesche dell'architettura gotica). Nella facciata est, punto di passaggio tra i diversi moduli decorativi, è prevalente l'aspetto regolare del “palazzo” sei-settecentesco, stretto tra due torrioni e ornato da un loggiato a triplice arcata in posizione centrale ed al livello del piano nobile. Più severa, quasi militaresca la facciata ovest, caratterizzata da un basamento a forte scarpa e da un grosso portale ritagliato nella muratura con soprastante “bow window” di gusto “flamboyant”.
Data la sua importante posizione strategica e la sua conseguente importanza politico-militare, il territorio di Costigliole fu sede di molti castelli, ora quasi tutti distrutti e scomparsi, i quali diedero il nome a località indicanti il sito ove questi sorsero:
Bionzo località frazione di Costigliole dove un tempo sorgeva il castello di Blonai. La fortificazione, fu posseduta dai Grassi e dai Lanzavecchia di Alessandria che lo acquistarono all'incirca nel 1200, per esserne investiti nel 1205 da Manfredo Lancia marchese di Busca e conte di Loreto. Il castello, ceduto alla chiesa di Asti, venne completamente distrutto il mese di marzo del 1290 dal marchese del Monferrato;
Burio dove oggi sorge un castello recentemente restaurato;
Cavorre;
La Motta dov’è tuttora visibile il castello;
Marcorengo, dirigendosi verso Calosso, su un'altura che dominava il torrente Tinella, vi erano edificati il castello di Marcorengo o Marcellengo e la pieve di San Vincenzo.
La località ed il castello, furono inizialmente possedimento della chiesa di Asti, e poi successivamente del Comune di Asti, vennero distrutti nel corso delle guerre civili e gli abitanti vennero trasferiti nella località di Isola.Ponte;
Sparoaria, del castello si ha notizia fino al 1169;
Loreto oggi frazione di Costigliole, un tempo fu il capoluogo dell'antica contea. I possedimenti del Comitato di Loreto, comprendevano un gran tratto delle Langhe, e si estendevano a nord fin nei pressi del Comune di Asti. Oggi sono ancora visibili alcuni resti dell’antica fortificazione.
Tutti questi luoghi, unitamente a Costigliole ed ad altri numerosi Paesi, costituivano il potente “Comitato di Loreto”.
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