
ulla data di edificazione del castello di Cortazzone non si hanno notizie certe, come non si hanno dell'Azzone che lasciò il suo nome al luogo. Il castello doveva però esistere alla fine del XII secolo, quando Alberto di Cortazzone, vassallo dei vescovi pavesi, a cui la località apparteneva, si fece cittadino astigiano e si legò al Comune Astese con un patto militare.
I Pelletta, ricchi banchieri astigiani, acquistarono nel 1228 la metà del castello di Cortazzone, la restante parte venne acquistata dalla famiglia Pelletta nel 1304, diventando così gli unici signori del feudo di Cortazzone.
Nella seconda metà del Trecento, l'Astigiano, è teatro di numerose battaglie, provocate per la supremazia sul territorio fra i Visconti, i marchesi del Monferrato, e i conti di Savoia. Nel corso della contesa, truppe straniere di mercenari, guidate da capitani di ventura, pagati dai vari contendenti, seminando distruzione ovunque, devastando e saccheggiano barbaramente paesi e campagne.
Anche la fortificazione di Cortazzone, andò distrutta il 17 ottobre del 1362, ad opera della compagnia di ventura di Albert Stertz, inviato dal marchese del Monferrato, (si tratta della Compagnia Bianca che devastò molti castelli, in quegli stessi anni, nel territorio novarese), che espugnò e saccheggiò il castello di Cortazzone, allora di proprietà della famiglia Pelletta.
Un probabile inizio di ricostruzione si ebbe nel 1389, quando il territorio passa a Gian Galeazzo Visconti, che per assicurarsi l'ordine sul territorio conquistato, ritenne opportuno insediare in alcuni castelli dei feudatari a lui fedeli. Cortazzone venne assegnato ai Dal Verme, una delle principali famiglie dell'aristocrazia viscontea, ma presto preferirono optare per uno scambio con i Carraresi, spodestati signori di Padova. Alla fine del XIV secolo il feudo di Cortazzone era dunque tenuto dall'ex signore di Padova Francesco Novello, come risarcimento per la spoliazione dei suoi domini ereditari; ma la sua permanenza fu talmente di breve durata, da non lasciare tracce nella signoria di Cortazzone, che dopo poco ritornò ai Pelletta, che portarono a termine, con ogni probabilità, la ricostruzione del castello.
Nel 1706, nel corso della guerra di successione per il dominio sul Monferrato, il castello di Cortazzone venne cannoneggiato dai Francesi, che ne abbatterono la sommità della torre e causarono gravi danni agli edifici; nel 1750, venne restaurato e venne aggiunta un'ala.
Il castello di Cortazzone si presenta oggi come un massiccio fabbricato di color rosso cupo, articolato in due ali e sormontato da una torre quadrata mozzata. Sorge sulla sommità del colle, separato dall'abitato di Cortazzone per mezzo di un poderoso bastione a strapiombo, alto una decina di metri, che forma il lato più caratteristico del recinto fortificato. E' probabili che l'edificazione del bastione sia di origine antica e già nel 1485 si parla del "ripatulum castri Curtazoni", nel quale si apriva una porta denominata "Porta Aevium". L'attuale porta d'accesso al recinto presenta forme barocche e vi si arriva dopo una ripida salita: murata sull'arco d'ingresso, in alto a sinistra, è visibile una palla d'artiglieria attribuita all'assedio francese, subito dal castello nel 1706. La torre che sovrasta il castello, è sicuramente di origine medioevale, manca però della sua sommità, poiché abbattuta nel 1706, e coperta successivamente da un tetto. Il castello, notevolmente rimaneggiato nel corso dei secoli, presenta ancora caratteristiche medioevali, consistenti in tracce di merlatura a ghibellina e cornici multiple a dente di sega sul lato est.
Prima di cliccare sull'anteprima immagine per l'ingrandimento attendere il caricamento completo dell'album