
l paese di Castelnuovo Don Bosco (già Castelnuovo d'Asti), ebbe il suo periodo storico più importante nel Medioevo, nei secoli XII-XIII, quando fu feudo indipendente governato dalla potente famiglia nobile dei Rivalba. Lo attestano i resti di vari edifici quali le chiese romaniche e la torre della Madonna del Castello.
Il nome della località dichiara apertamente la presenza di una struttura fortificata attorno alla quale, nel passato, andò ad aggregarsi un nuovo centro abitato. L’insediamento risale all’XI secolo e le successive notizie sono riportate nel diploma di Federico I (1164), con cui si confermavano i domini al marchese del Monferrato.
Questi tennero il luogo ( a parte un breve periodo di tempo che vide proprietario il Comune di Chieri), fino al 1290, anno in cui divisero il potere con la vicina città di Asti.
Nel 1359 Galeazzo II Visconti, tentando in vano di conquistare la città astigiana occupò Castelnuovo incontrando però la strenua difesa degli abitanti i quali, per salvaguardare il proprio territorio, demolirono il castello costringendo il Visconti a firmare un atto con il quale si vietava la costruzione di nuove strutture fortificate. In questo modo, la località perse il suo interesse strategico e dopo alcuni anni di relativa tranquillità, con la pace di Cateâu-Cambresis, nel 1559 tornò in possesso di Emanuele Filiberto.
Sulla sommità della collina che fiancheggia l'abitato di Castelnuovo Don Bosco, vi è l'imponente torre che un tempo era parte integrante del castello, distrutto nel 1359; attualmente è a uso di torre campanaria per l'adiacente chiesa barocca della Madonna del Castello, costruita sull'area del fortilizio, nell'angolo verso sud; la sua struttura in mattoni, presenta quattro piani di cui tre con solai in legno ai quali si accede tramite scale a pioli.
Nel XVIII secolo i Padri Filippini costruirono, a ridosso della torre, un edificio collegato alla struttura precedente da un porticato e strutturato in diversi locali oggi adibiti ad abitazione.
Del castello medievale di Castelnuovo Don Bosco non restano che una bifora, inserita nella facciata nord del vecchio palazzo municipale, e qualche sporadico rudere della muraglia che cingeva la parte superiore del colle, sul quale era sito l'antico borgo.
Prima di cliccare sull'anteprima immagine per l'ingrandimento attendere il caricamento completo dell'album