l castello di Mondonio che sorge al centro del paese, è circondato da un giardino a terrazza, ed affiancato dalla torre medievale.
La torre, che è parte integrante del castello, è unita a questo da un arco sul lato est. La torre è a base quadrata con due finestre ai lati, ed una feritoia quasi alla sommità.
La sua base è in muratura di pietre, mattoni e blocchi d'arenaria, mentre la restante parte è ancora in mattoni.
La parte terminale della torre, è ornata da due ordini di cornici ed archetti.
Alla torre vi si accedeva da una galleria sotterranea collegata al castello, oggi crollata. Nel suo interno sono stati ricostruiti i tre piani in legno, raggiungibili con scalette a pioli in legno.
L'interno del castello di Mondonio merita di essere menzionato per alcuni ambienti: “una sala cinquecentesca con volte a crociera al piano primo; due sale al piano secondo, detta l'una Salone dei Santi... l'altra Camera del Vescovo... Tra gli ambienti originali troviamo, sottoterra, le cantine, la sala dei cavalieri, ora adibita a ripostiglio, ed interessanti sotterranei scavati nel tufo per impedire l'accesso al nemico”.
La torre fu costruita per la prima volta nel XII secolo, poi ristrutturata nel XV secolo, in seguito alla distruzione operata dall'esercito milanese di Galeazzo II de Visconti. Nel 1617 durante la guerra di successione del Monferrato, la torre ed il borgo fortificato, vennero gravemente danneggiati.
Sono scarse le notizie circa la fondazione del castello, ma pare la si debba attribuire ad una famiglia di domini locale detta Mondonio o Mondonno.
Eredi dei signori mondonici furono i Turchi o Turco, i quali contribuirono al consolidamento del castello e presero parte alle lotte che tra il 1300 ed il 1400 che si susseguirono in questa regione. Fu nella guerra tra il Comune di Chieri ed il marchese di Monferrato, iniziata nel 1326, a cui parteciparono principalmente i conti Radicati di Cocconato, che si ebbero i primi danni alla rocca di Mondonio.
All'inizio del XV secolo, quando i Savoia intervennero contro il Monferrato per assoggettarselo, furono proprio i castelli di Albugnano, Capriglio, Pino e Mondonio a pagarne per primi gli ingenti danni. Si pensa infatti, che questi castelli costituissero nel loro complesso una catena difensiva e d'avamposto per il marchesato del Monferrato, grazie alla loro posizione geografica. Nel 1526 e nel 1551 il castello subì altre devastazioni ad opera prima delle truppe imperiali al comando di Maramaldo e poi dai Francesi comandati dal Brissac, che in entrambi i casi cercarono di prendere possesso della vicina fortezza di Passerano.
Sui ruderi dell'antico castello Tomaso II di Serra Madjo tentò di ricostruire il maniero, ma a causa di nuove rivolte politiche, il restauro non ebbe mai termine.
Solamente intorno al 1790 il conte Alessandro di Serra Madjo operò qualche ristrutturazione agli edifici, rendendo abitabile un solo appartamento.
Al termine della dominazione napoleonica il castello di Mondonio venne devastato da un incendio, che comportò il crollo dell'ultimo piano, ed il conseguente abbassamento della struttura.

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Castello di Mondonio