Immagine tratta dal libro "Le miniature del Codex Astensis", Comune di Asti - Fondazione C.R.A. 2002
Castello di Annone "Codex Astensis"
 

na leggenda fa derivare il suo nome dal condottiero cartaginese Annone, il quale avrebbe fondato questo borgo nel 220 a.C., dopo aver valicato le Alpi al fianco di Annibale.
L'ipotesi più attendibile è che il nome derivi da “ad nonum lapidem”: infatti il borgo sorse, in epoca romana, lungo il nono miglio della consolare Via Fulvia.
La posizione dominante il Tanaro ed il bastione naturale, punto di facile controllo dei traffici commerciali e militari, hanno fatto della rocca di Annone un centro strategico di notevole importanza.
Annone appare citato per la prima volta in un atto del 993 d.C., ove il vescovo Bruningo vende tutti i suoi possedimenti astigiani al marchese Anscario II “... in castro ipsius ubi dicitur Nono...”. Lo stesso Anscario fece costruire il castello al fine di chiudere e controllare militarmente una delle principali vie d'accesso alla marca d'Ivrea. Annone è compreso nella mensa di Ottone I di Sassonia, sposo della celebre Adelaide di Susa.
Il primo ed importantissimo documento che sancisce la libertà comunale di Asti, datato 28 marzo 1095, si riferisce alla donazione del castello di Annone, da parte del vescovo Oddone, ai Consoli della città di Asti: “...con edifici, cappelle e tutti gli edifici annessi al villaggio... le adiacenze e pertinenze per luoghi e denominazioni appartenenti allo stesso castello e corte...”.
Federico I detto il “Barbarossa” con atto del 15 febbraio 1159 dichiara Annone e la rocca suoi personali possessi, trasformandoli in punti nodali della politica imperiale in Italia.
Il dominio svevo in Piemonte vede Castello d'Annone fra i suoi punti focali.
Durante tale periodo, il vecchio centro abitato viene abbandonato ed il nuovo si insedia a raggiera lungo il fianco orientale della collina, sviluppandosi come dipendenza ed in funzione del castello. La sua configurazione urbanistica, le sue strade, le sue due porte, la stessa chiesa romanica, l'ampio fossato di difesa, tutto converge verso quell'erto bricco che ancor oggi sovrasta e protegge le case del vecchio Annone.
Nella seconda metà del XIV secolo, Annone di parte ghibellina, stanco delle lotte intestine, si sottomette ai Visconti di Milano, che già nel 1321 avevano saccheggiato e distrutto parte del paese. Gian Galeazzo Visconti nel 1387 esclude Annone dai possedimenti dotali della figlia Valentina, al fine di salvaguardare i confini occidentali dello stato; alla morte di Gian Galeazzo, Facino Cane si impadronisce di Alessandria, Felizzano, Annone e Rocca d'Arazzo.
Secondo Francesco Guasco di Bisio, il 15 luglio 1487 Enrichetto Aquosana viene investito del feudo di Annone dal marchese di Monferrato. Questo probabilmente, è solamente un fatto sporadico, una manovra del belligerante marchese, poiché nell'anno successivo Francesco Sforza riceve giuramento di fedeltà da parte degli abitanti di Annone.
Il castello viene fortificato nel 1498 da Lodovico il Moro, al fine di opporre ed ostacolare la discesa di Luigi XII, signore di Asti, verso le terre ducali. Annone rimane sotto il dominio francese sino al 1512, anno in cui papa Giulio II, proclamata la Santa Lega contro la Francia, assegna il territorio a Massimiliano Sforza, figlio del Moro.
Eserciti francesi, spagnoli e piemontesi si contendono il possesso del castello, attaccandolo e saccheggiandolo ripetutamente: non ultima è la presa del 1614 di Carlo Emanuele.
Il castello di Annone viene totalmente distrutto nel 1644 dagli Spagnoli, ma l'importanza strategica del luogo non sminuisce: attorno ad esso si amplia e fortifica “oppidum Noni”.
Nel 1713 Annone diventa terra sabauda e continua ad assolvere la sua funzione di sentinella, raggruppata attorno alla collina denominata “il castello”, anche dopo la distruzione di questo. Nel 1867 il nome della località si trasforma in Castello d'Annone.
Dell'antico castello di Annone rimangono oggi appena alcuni spezzoni di mura disposti lungo la collina.


Pianta dell'assedio di Castello d'Annone.
Veduta assonometrica della rocca e castello di Annone, occupata dalle truppe spagnole al comando del Generale Balestreri.
Incisione in rame. (Archivio di Stato di Torino, 1617).