
ra l'anno 1159 quando l'imperatore Federico I concesse il “districtus” vescovile al Comune di Asti che già controllava le ville di Cassano e Barche dotate di strutture fortificate; proprio grazie a questa concessione la città mise le mani sull’antico “castrum Alferii” che a lungo aveva conteso con i Monferrato.
Data l’importanza strategica del luogo, che sorge sopra una collina a destra del torrente Versa, il Comune Astigiano fece edificare una torre presso il borgo San Pietro, nei pressi dell’attuale Cascina Boana.
Nel corso del XIII secolo scoppiarono nuove ostilità tra i due centri di potere e quando nel 1290 il marchese monferrino tentò di conquistare Asti, giunsero i soccorsi sabaudi che lo costrinsero a desistere dall'impresa. Durante la ritirata, il borgo di San Pietro subì le scorrerie dell’esercito monferrino, fatto che determinò la volontà di Asti di spostare gli abitanti del borgo sulla collina di Castell’Alfero rinforzata da nuove opere difensive.
Il territorio di Castell'Alfero fece parte dei beni dotali di Valentina Visconti e fu sempre legato alle vicende di Asti fino al 1619, anno in cui passò a Carlo Emanuele I di Savoia, che lo infeuda a G. Germanio di Ceva.
La struttura fortificata, che nel XII secolo era costituita da un recinto dal quale si aprivano le porte di San Sebastiano e dell’Annunziata; nel 1640 il passò al controllore delle finanze sabaude, Alessandro Amico. Gli Amico modificano il castello medievale di Castell'Alfero, ma conservarono ancora l’aspetto di casaforte.
Lo stato attuale del castello, è dovuto invece alla risistemazione di tutto il palazzo, databile tra il 1726 e il 1730 ed imputabile all’architetto Benedetto Alfieri. La prima attribuzione del restauro da parte dell’Alfieri, fu del Della Valle, nel 1794, ed è confermata da diversi elementi riscontrabili in altre opere dell’architetto; come la nicchia centrale riscontrabile in Palazzo Mazzetti ad Asti e Palazzo Ghilini ad Alessandria o il portico a terrazzo delle ali laterali.
Castell’Alfero subì alcuni danni nella metà del XVIII secolo, durante il conflitto franco-spagnolo.
Pur avendo collaborato con i Francesi, dopo la Restaurazione, i conti Amico rimasero proprietari della struttura fortificata e il possesso terminò soltanto con la morte, avvenuta senza eredi, di Carlo Luigi (1832). L’interrompersi della discendenza fece subentrare, come proprietari, gli Arborio Mella, confermato con riconoscimento reale nel 1895, e successivamente alla famiglia Ottolenghi.
Nel 1905 il palazzo fu acquistato dal Comune di Castell’Alfero e venne scelto come sede del Municipio.
Dell’antica struttura fortificata medievale, oggi rimangono poche tracce che sono da ricercare nei bastioni e in un tratto di cortina ornata da una fascia dentellata sul lato sud.
Prima di cliccare sull'anteprima immagine per l'ingrandimento attendere il caricamento completo dell'album