Immagine tratta dal libro "Le miniature del Codex Astensis", Comune di Asti - Fondazione C.R.A. 2002
Castello di Canelli "Codex Astensis"
 

l castello di Canelli sorge presumibilmente agli inizi del XI secolo, col compito di difendere le strade che risalendo la Valle Belbo conducevano ai porti di Savona e Vado.
Il castello, verso la fine del XIII secolo, subisce profonde trasformazioni, al Comune di Asti, che lo controlla tramite un castellano, interessano principalmente le sue strutture difensive; decadono presto gli edifici nobiliari che lo caratterizzavano nei tempi precedenti.
Verso il terzo decennio del XIV secolo il castello è ormai trasformato in “Villaforte” detta anche “Villanuova”. All’epoca, dell'antico complesso rimasero, le solide mura, ed efficienti ancora nel XVII secolo, ed il “palacium veterum” con torre, sede del castellano e delle guarnigioni.
Gli Asinari, acquistato il feudo di Canelli nel 1335, non modificarono l'assetto del castello, ma i loro successori, gli Scarampi, sensibili al fascino della civiltà rinascimentale, apportarono importanti migliorie e “ammodernamenti” tra il XV e il XVI secolo, di cui rimangono eloquenti frammenti scultorei ed architettonici miracolosamente venuti sino a noi.
Il castello, con le sue fortificazioni, verrà in gran parte smantellato nel 1617, ma alcune strutture devono essere rimaste inglobate nelle ricostruzioni successive.
Il castello, secondo il Vergano venne riedificato a partire dal 1676 ad opera di uno degli ultimi marchesi Scarampi Crivelli; anche se più che di una riedificazione si trattò di un “restauro”, con abbellimenti, operato sulle riparazioni eseguite dopo i danni del 1617.
Interessante è la descrizione del castello, eseguita all'atto della consegna ai Galleani, che paragonata alle piante dei lavori di restauro operati dall'architetto Midana, negli anni 1929-30, pare confermare che il castello giunto sino a noi sia quello seicentesco. Il complesso, nel 1929 viene acquistato dalla famiglia Gancia e nel 1930 l'architetto Arturo Midana fu incaricato della sua ristrutturazione. Il progetto dell'architetto comportò l'aggiunta di due ali alla pianta quadrata originale, attribuendo al castello un rigore simmetrico ed allo stesso tempo un richiamo agli antichi torrioni. Nei due nuovi corpi trovano collocazione prevalentemente appartamenti e servizi, lasciando in questo modo pressoché intatti gli altri vani originari.
Gli intenti del Midana furono quelli di attribuire al castello lo stile della fine del '600, ed è così pure per gli interni, dove un'attenta ricerca per gli arredi dell'epoca dona ai locali una armoniosa varietà di ambienti; le decorazioni del pittore Olindo e numerosi stucchi policromi a soffitto sono anch'essi in stile seicentesco.
Importante fu la sistemazione esterna delle aree circostanti, la creazione del giardino all'italiana riporta infatti l'edificio agli splendori seicenteschi, come il Ghilini riferisce nei suoi scritti; la portineria ricavata dal terreno scosceso verso strada, è armoniosamente collegata ad una piccola cappella esistente. Al lato opposto un vecchio fabbricato fu adattato dal Midana ad uso autorimessa.
Il risultato ottenuto è di un rigoroso rispetto per quello che poteva essere il castello prima che le truppe spagnole lo smantellassero.
Attualmente il castello di Canelli è di proprietà della famiglia Gancia, ed è adibito a residenza privata.

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Castello di Canelli