
a tipologia di questa costruzione si può definire come "residenza castellata", in quanto tale è il suo aspetto sui tre lati: un solido blocco quadrangolare, con un lato ornato da una loggia vetrata (di epoca posteriore al nucleo originario); alle estremità di questo lato, poste sugli spigoli vi sono due snelle torrette circolari, a ricordo del suo passato bellico, o almeno guerresco. Ma dalla parte opposta, il castello svela quasi all'improvviso le sue ascendenze militari, soprattutto nella grande torre angolare quadrata. La differenza di immagine è ben comprensibile: la fortificazione primitiva andò distrutta, per cause belliche nel 1328, quando l'esercito guelfo astigiano assalì i ghibellini che si erano rifugiati a Bruno, i guelfi dopo la vittoria distrussero parzialmente la fortificazione.
Il castello di Bruno venne ricostruito, ma nel corso dei secoli il maniero subì numerosi restauri, che lo trasformarono in residenza signorile per la famiglia Faà, proprietaria del castello dalla fine del XVI secolo.
Oggi della fortificazione medievale rimane la pianta, le mura esterne, diversi elementi decorativi (bifore, monofore, fregi, ecc.), e la sua imponente massa posta in posizione panoramica.
Attualmente il castello è di proprietà dei conti Faà di Bruno, ed è adibito ad abitazione.
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