

Castello dei Varroni.
(Dal "Theatrum Statuum Sabaudiae", 1682)
l Castello dei Varroni (Castrum Varronum), oggi ridotto alla stato di rudere, per importanza era la seconda fortificazione astigiana. La riproduzione della fortificazione la si può osservare chiaramente sulla carta del "Theatrum Statuum Sabaudiae" del 1667.
La costruzione è sicuramente antica, anche se non si sa realmente quanto, ma certo non quanto sostiene la tradizione locale, che attribuisce il fortilizio all'epoca romana, e precisamente ai tempi di Pompeo, il quale avrebbe dato in custodia la città a tre fratelli della stessa famiglia, appunto i Varroni, i quali per lasciare un monumento del loro nome, e per rendere più munita e salda la città, avrebbero innalzato sul luogo un potente castello (quello di cui oggi restano le tracce) e tre poderose torri, una per ciascuno di loro.
In realtà si tratterebbe di una costruzione medioevale, forse sorta sul luogo di una preesistente costruzione romana.
Dell'antico Castello dei Varroni oggi non rimane altro che la parte bassa di un grande mastio scarpato e alcune parti delle murature ad esso affiancate. I resti sono localizzati su di un'altura anticamente di proprietà della famiglia Pelletta.
Dai ruderi del castello che un tempo si vedevano, lo storico Niccola Gabiani ci tramanda che si poteva intuire la sua considerevole altezza, e quanto dovesse essere possente anticamente, poiché non vi si poteva accedere se non dalla parte interna della città, e prima di giungere ad esso vi erano altre fortificazioni da superare, come dimostravano parecchi robusti tratti di mura che dal castello si protendevano verso la porta di Sant’Antonio o della torre e che si vedevano ancora in parte presso le case limitrofe alla fortificazione all'inizio del '900.
Delle tre torri, che si dicevano innalzate dai tre fratelli Varroni, non vi è più alcuna traccia. Il Gabiani, formula l'ipotesi che i resti di esse probabilmente fin verso la metà del XVIII secolo si potevano ancora vedere, ed altro non dovevano essere che i ruderi di altre cinque torri che si trovavano all'interno del castello ancora nel 1639, come riprodotto dalla secentesca carta topografica del Laurus (le cinque torri però non sono riprodotte nel "Theatrum Statuum Sabaudiae" del 1667). Allo storico sono mancate le informazioni necessarie per affermare se queste cinque torri siano state aggiunte alle prime tre, o se piuttosto siano state edificate al posto di queste ultime magari andate in rovina.