
![]()
ll’estremo confine nord-occidentale della Provincia di Asti, vi è l’antico borgo di Tonengo, che sorge sulla direttrice di un’antica strada romana per le Gallie. Nel Medioevo appartenne al Marchesato del Monferrato, ai Radicati e ad Alemanno di Cocconato (al quale il feudo venne confermato nel 1249 da Federico II).
Negli estimi della chiesa vercellese del 1298 compare una “ecclesia de Trenengo” o “Tornengo” identificabile con 1’ “ecclesia sancti Michaelis de Tonengo” che compare nei successivi estimi del 1348 e 1358. Alla metà del Trecento ne erano avvocati e patroni i signori d’Aramengo conti di Radicata. Dipendeva dall’antica pieve di San Giovanni di “Lustria”, presso Monteu da Po, già ricordata nel X secolo. Nel 1577, al tempo della visita pastorale di monsignor Gerolamo Regazzoni, San Michele era stato ormai da tempo soppiantata dalla nuova parrocchiale dedicata a San Bernardo: “La parochia vecchia di San Michele si conservi ben serrata et ben coperta, et si serri il cimiterio, et si celebri spesse volte in detta chiesa per l'anime de’ defunti”. Nella visita pastorale del 1584 è detta “già parrochiale di detto luogo”.
Sicuramente degna di nota è la chiesa romanica di San Michele, anche se la facciata risulta completamente rifatta, San Michele conserva le strutture primitive nell’abside e nelle fiancate.
L’abside, discretamente conservata, presente un’alternanza di pietra e cotto. La tradizionale teoria di archetti pensili, poggianti su mensoline semplici, precede, verso l’alto, un motivo a “denti di sega”; più sopra, una semplicissima cornice. Le finestrelle, pluriarcate e a debole sguancio, si aprono nei tre campi in cui l’abside risulta divisa.
Interessante, il prospetto laterale destro, in cui si individua una successione di finestrelle murate ed una porta, anch’essa murata, con un arco, la cui cornice è decorata a rombi, poggiante su di un architrave.
Prima di cliccare sull'anteprima immagine per l'ingrandimento attendere il caricamento completo dell'album