l paese di Scandeluzza è molto antico, già ricordato in carte del X secolo; lo ebbero in feudo i di Cocconito e i di Montiglio. Per volontà di Federico II appartenne al Marchesato del Monferrato, insieme alla ex frazione di Rinco (un tempo indipendente: oggi sia Scandeluzza che Rinco sono frazioni di Montiglio).
Nel 1298, nel registro delle chiese della diocesi di Vercelli, appare una “ecc1esia Sancti Stephani de Caxio”, dipendente dalla pieve di Montiglio e unità alla “ecclesia de Scandalucia” soggetta a diversa pieve, quella di “Castrum Turris” (presso l’odierna Villadeati). La chiesa di Santo Stefano “de Caxio” dovrebbe corrispondere alla “ecclesia sancti Sebastiani de Cazia” che compare unità a Santa Maria di Scandeluzza nel registro del 1348. L’antico abitato di “Caxium” sorgeva con ogni probabilità sul luogo dell'attuale cimitero di Scandeluzza, ed era già in declino alla fine del XIII secolo, come indica il fatto che la sua chiesa fosse unita e subordinata a quella della vicina Scandeluzza. Venne poi abbandonato nel 1304 o poco dopo, quando i signori di Montiglio, d'accordo con il marchese di Monferrato, costrinsero “omnes homines de Scandalutia et de Caçio” a trasferirsi nella nuova fortificazione ( “fortalicia bona et fortis” ) allora costruita attorno alla chiesa di Santa Maria.
Negli ultimi decenni del XVI secolo, tutte le funzioni parrocchiali si svolgevano nella suddetta chiesa di Santa Maria, dal 1474 dipendente dalla diocesi di Casale. La vecchia chiesa di “Caxium”, ora dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano, era ormai ridotta a campestre e cimiteriale, come risulta, ad esempio, dai decreti del visitatore apostolico monsignor Carlo Montiglio (1584).
Al principio dell’Ottocento (1817) la chiesa fu visitata da un anonimo erudito di Montechiaro d'Asti, che rilevò l'esistenza di iscrizioni graffite sui muri, “recanti avvenimenti patrii” presumibilmente come a San Martino di Buttigliera, e informò sull’autore degli affreschi absidali, la cui firma “de Pillis” era a quell’epoca ancora leggibile.
La chiesa romanica dei SS. Sebastiano e Fabiano sorge a fianco del cimitero di Scandeluzza, poco fuori del paese: di origine antichissima, secondo quel che afferma una lapide posta all’interno, la quale cosi recita: “A. D. 427 HEC ECLA FUIT FUNDATA... 429 FUIT COSECRATA... 1676 REPARATA FUIT”. Un’altra lapide ricorda invece l’opera del conte Arborio Mella, cui si deve il restauro avvenuto nel 1876.
L’abside, possiede una bella cornice e, subito sotto, vi è un’interessante motivo di archetti pensili sovrapposti; oltrechè, nel catino dell’abside, vi è un affresco raffigurante il Redentore, al centro, circondato dai simboli degli Evangelisti, cui si aggiungono i Santi Sebastiano e Fabiano.

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Chiesa Romanica di San Sebastiano e Fabiano (Scandeluzza)