a chiesa di Santa Maria Assunta del centro ora scomparso di Pisenzana, è attestata come sede di pieve fin dal principio del X secolo: del 907 d.C. è infatti la conferma di papa Sergio III della donazione fatta pochi anni prima dal vescovo di Asti Audace al Capitolo della Cattedrale di una pieve dedicata a Maria madre di Dio sita nel villaggio detto Pisenzana con le chiese da essa dipendenti. L’estensione del suo territorio variò con le trasformazioni amministrative alle quali fu soggetto tra XII e XIV secolo; riconfermata al Capitolo dal papa Adriano IV nel 1156 e da Alessandro III nel 1169 insieme con i numerosi beni fondiari da esso posseduti nella zona, sembra che in quel periodo comprendesse le chiese di San Michele (adiacente a Pisenzana e poi scomparsa), di Cunico, di San Martino di Cunico (un tempo Ponengo), di Cortanze e di altri luoghi in seguito scomparsi (Malesco, Corclarino, Gobione, Albareto); successivamente, per il trasferimento degli abitanti dei centri più antichi nella “villanova” di Montechiaro d'Asti, fondata nel 1200, la sede originaria della pieve decadde d’importanza e nel 1270 lo stesso pievano di Pisenzana, il prete Giacomo, sembra risiedere nella chiesa di Santa Caterina, costruita all'interno del ricetto d”i Montechiaro d'Asti. Sul finire del secolo (1297) i canonici decidono di alienare l’ingente patrimonio fondiario che faceva capo a Pisenzana (Cortanze, Piea, Albareto); conservano le chiese, ma alterano i rapporti originari con la pieve: nel 1345, infatti, le chiese di Cortanze, Albareto e Malesco non dipendono più da nessuna pieve, mentre il territorio della pieve, ormai chiamata di Montechiaro, ancora sotto il controllo diretto del Capitolo della Cattedrale, comprende le chiese di Cinaglio, Casasco, San Giorgio “de Cruce” (probabilmente Soglio), Cortandone, Rivocrosio, Maretto, Viale, Piea, Cortazzone, Cunico e Ponengo. Nonostante il trasferimento della pieve a Montechiaro (Santa Catarina “succede” a Pisenzana, che dà il suo nome al quartiere della “villanova in cui sorge la chiesa), la chiesa di Santa Maria continua a restare parrocchiale fino al 1662, anno in cui il vescovo Roero ne decreta la riduzione a cappella campestre dal momento che è quasi del tutto distrutta; la decadenza delle sue strutture era avvenuta presumibilmente nell’arco di un secolo, poiché nel 1571, in occasione della visita pastorale del vescovo Della Rovere, risultava essere stata da poco restaurata, possedeva un nuovo battistero, benché non avesse pavimento e fosse coperta da semplice tetto, e quattro altari laterali. Dal 1662 al 1742 la chiesa venne restaurata, poiché in quell’anno appariva al vescovo Felizzano in buone condizioni, anche se vi si celebrava solo saltuariamente: al suo interno era conservata una statua della Madonna e accanto alla chiesa sorgeva l’abitazione di un eremita. Sul principio del secolo successivo, secondo un anonimo contemporaneo, la chiesa “fu diroccata... quindi riedificata nella presente forma del 1808”, conservando tuttavia gran parte delle strutture originarie dell’abside, poiché viene detto che “il coro è antichissimo al di fuori ed è di forma semicircolare con antiche marche d’architetture e forse in un capitello vi è un millesimo”.
Ancora decorosa nel 1838, necessitava solo di alcune riparazioni non sostanziali (grate alle finestre per evitare l’ingresso di uccelli) ma non conteneva al suo interno il necessario per officiare, che veniva ogni volta portato dalla parrocchia di Santa Caterina di Montechiaro.
La chiesa romanica di Santa Maria Assunta di Pisenzana ara si trova in un luogo isolato, nel cosiddetto cimitero vecchio di Montechiaro d’Asti, in disuso ormai dall’800. La chiesa adesso appare molto modesta; l’abside, interamente in cotto, è costituita da quattro campi, formati da tre lesene; nei due campi esterni si aprono due finestrelle. In alto, una serie di archetti pensili poggia su mensoline semplici; la cornice presenta un motivo a rombo. Infine, l’abside risulta sfasata rispetto al resto dell'edificio.

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Chiesa Romanica di Santa Maria Assunta (pieve di Pisenzana) Montechiaro d'Asti