'unica attestazione medievale della chiesa di San Martino a Montafia, è data dalla presenza nel registro diocesano del 1345 fra le chiese dipendenti dalla pieve di Bagnasco dell' “ecclesia Sancti Martini de Montafia”, insieme, fra le altre, con la Madonna di Vignole, ancora esistente nel territorio, ma in ricostruzione moderna (1833), e con San Marziano di Montafia, non localizzabile; manca invece la chiesa di San Giovanni, già esistente nel 1108, presso (o dentro) il castello di Montafia, forse per la dipendenza politica dal vescovo di Torino già nel 1268 del castello e del territorio. La relativa distanza di San Martino dal centro in cui sorgeva il castello fa pensare a un insediamento distinto (e preesistente), identificabile molto probabilmente con il “loco Valixelle” ricordato nel 1108 e rimasto poi come predicato dei signori detti appunto di Montafia e Varisella anche dopo la scomparsa del villaggio, avvenuta molto precocemente. Secondo un'antica tradizione riportata dal De Canis, infatti, in origine l'abitato stava sul colle detto la Varisella (oggi cascina Varisella, poco lontano da San Martino), ma fu in seguito trasferito sul colle dove sta l'attuale paese di Montafia, per cui la chiesa di San Martino fu abbandonata perché incomoda, e venne scelta come chiesa parrocchiale la cappella di San Giovanni. Nel 1585 infatti era ormai ridotta al rango di cappella campestre del cimitero, si presentava però in ottimo stato, costruita con antiche arcate, coperta con volte, intonacata e artisticamente fabbricata, benché non avesse il pavimento. Nel Settecento era ancora vivo il ricordo delle sue originarie funzioni parrocchiali, benché si trovasse in cattivo stato e l'inumazione dei cadaveri al suo interno richiedesse nel 1744 lo spianamento del pavimento. Il De Canis, che la visitò al principio dell’800, vide in essa degli affreschi lavorati circa la metà del XVI secolo, che portavano il nome d'un certo lacopo Miglino, che ne ordinò l’esecuzione. Nel 1839 il vescovo d'Asti Lobetti rilevava che tutte le cappelle campestri di Montafia, compresa quella di San Martino, versavano in cattivo stato e da almeno 15 anni non venivano officiate, quindi, il vescovo ne ordinava l'interdizione temporanea.
La chiesa romanica di San Martino, dell’XI secolo, che ora sorge all'interno del cimitero di Montafia, sulla sommità del colle della Varisella, a prima vista appare molto dimessa: la facciata ed i fianchi risultano addirittura abbassati rispetto all'abside, la quale, sia pure restaurata nel 1928, ha invece mantenuto la forma originaria. Essa è notevole e ricorda le absidi della vicina chiesa di San Secondo di Cortazzone. Una fascia bicroma a denti di lupo corre poco sopra la sua base. Due colonnine, di cui una terminante ancora con un bel capitello, la dividono in tre campi; in essi si aprono tre finestrelle, delle quali la centrale si presenta particolarmente decorata: un ricco motivo ad intrecci orna sia gli stipiti che la lastra sovrastante l'arco della finestrella. Sotto la cornice a scacchiera corre una serie di archetti pensili, anch'essi, nella parte superiore, molto decorati.
Uno strato di calce, all'interno della chiesa, ha invece cancellato ogni traccia di passato; soltanto un affresco si è salvato: raffigura, in modo semplice ed ingenuo, San Martino che dona il mantello al povero. Sotto ancora si legge: “Hoc opus fecit fieri Johannes...”.
Si è detto che già in tempi remoti San Martino cessò di fungere da parrocchiale, anche se fino al Settecento in essa si seppelliva, più esattamente fino alla visita di monsignor Felissano, avvenuta nel 1743, che ne fece divieto; da allora rimase a far le funzioni di chiesa cimiteriale, sin troppo vasta per le necessità. Lentamente, ma inesorabilmente, San Martino andava così perdendo il suo “valore d'uso” (oggi serve soltanto più a due cose: come luogo in cui il defunto riceve l'estrema benedizione e, più prosaicamente, come magazzino degli attrezzi dei muratori che lavorano nel cimitero), diventando per gli abitanti di Montafia un “oggetto”, una massa ingombrante nel loro cimitero. Questa è per lo meno l'impressione che si ha di fronte alla chiesa: non si spiega altrimenti il motivo per cui a ridosso della preziosa abside siano stati costruiti dei loculi.

Prima di cliccare sull'anteprima immagine per l'ingrandimento attendere il caricamento completo dell'album

.

Chiesa Romanica di San Martino (Montafia)