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’antico nome di Monastero Bormida era “Monasterium Aquensium” paese che sorse nella seconda metà del X secolo intorno al monastero benedettino di Santa Giulia.
Alle dipendenze del monastero benedettino doveva essere il castello che si trova oggi al centro del paese, e sulle cui pareti si leggono le tracce della costruzione originaria, oltre che i diversi rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli. Collegata ad esso per mezzo di un ampio arco c'è la torre romanica di Santa Giulia, già appartenente alla chiesa del monastero.
La torre romanica di Santa Giulia, alta 27 metri, risulta costituita interamente da conci di pietra; la superficie muraria è regolare con stilature piuttosto evidenti, soprattutto nella base troncopiramidale. Ognuno dei quattro prospetti presenta un “disegno” diverso, e per il numero di archetti pensili, che delimitano ciascun piano, e per le aperture. Le quattro lesene angolari “nascono” solo dopo il basamento e dopo un'ampia superficie non interrotta da alcuna apertura, rendendo così la torre ancor più severa e massiccia. Soltanto negli ultimi due piani le pareti sono “svuotate” in ogni campo da due grandi monofore centinate; nel penultimo piano, con la tradizionale bicromia del cotto e dell'arenaria. Ma nel prospetto ovest del penultimo piano si apre un'unica monofora. In corrispondenza del “ponte” che collega la torre con il castello c'è un'apertura e, più sotto, la porta che dà adito ad essa. Un cenno ancora alle teorie di archetti pensili: essi poggiano su mensoline semplici e sono sormontati da un motivo “a denti di sega”, mancante, però, questo, sopra le ultime due successioni; la serie dei piani si chiude senza alcun coronamento sottotetto.
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