l nome di Cinaglio (Cinaglum) va riportato ad un primitivo “cenaculum” che denominò un luogo di sosta lungo la strada romana che da Hasta (Asti) conduceva ad Industria (Monteu da Po). La collocazione originaria di Cinaglio; anziché sull'alto di un colle, forse era sul fondo valle, dove appunto doveva passare la strada romana. Sul fondo valle è rimasta invece la cascina "Il Terzo" (Tercium), ricordo evidente del “tertius lapis” da Asti.
Appartenente alla contea di Chiusano, Cinaglio venne poi assegnato al vescovo di Asti da Ottone I (962 d.C.); passò più tardi ai signori di Casasco, che nel 1198 si assoggettarono al Comune di Asti. Nel 1383 fu libero Comune, per diventare poi possedimento degli Orleans, quale bene dotale di Valentina Visconti.
Secondo l'Eydoux all'area di Cinaglio va attribuita l'attestazione dell'897 d.C. di terre e vigne dette “di San Felice”, attestazione che farebbe pensare all'esistenza fin dal IX secolo di una fondazione ecclesiastica precedente alla nostra. Soltanto quattro secoli più tardi, tuttavia, compare nuovamente una notizia relativa a questa chiesa che si ricava dal toponimico di un abitante di Cinaglio, chiamato nel 1227 Pietro di San Felice: più tardi, nel 1246, la chiesa stessa appare fra le coerenze di beni appartenenti ai canonici del Capitolo di Asti e tenuti dagli uomini di Cinaglio. Nel registro diocesano del 1345 la chiesa di Cinaglio dipende dalla pieve di Montechiaro, direttamente nelle mani dei medesimi canonici.
Nel 1585 era ormai cappella campestre (anche se nel Settecento non si era ancora perduto il ricordo delle sue originarie funzioni parrocchiali) ma si presentava in buono stato e “bene c1ausa”. Nel 1838 possedeva due altari, uno dedicato a San Felice e uno alla Vergine, di spettanza della Compagnia del Rosario, ma necessitava di riparazioni.
Il paesaggio fra Settime e Cinaglio è bello e bella appare la chiesa di San Felice, là, in alto, posta in cima ad una collinetta, a fianco del cimitero. Purtroppo, però, i diversi rimaneggiamenti subiti durante i secoli hanno fatto si che i primitivi caratteri di costruzione romanica sono stati quasi annullati. Null'altro, infatti, dall'esterno, oltre all'abside con la sua semplice decorazione ad archetti pensili, lascia immaginare il suo passato medievale. Gli affreschi duecenteschi dell'abside sono la cosa più preziosa custodita da San Felice.

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Chiesa Romanica di San Felice (Cinaglio)