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solata, sulla sommità di un piccolo colle, nella frazione Casaglio di Cerreto d'Asti, sorge la chiesa romanica di Sant’Andrea, le cui prime notizie risalgono al 1096, in un documento che ricorda le donazioni fatte dal vescovo di Asti Ottone III alla badessa benedettina del Monastero di Sant’Anastasio di Asti.
Tra le chiese soggette all'abbazia figura il “monasterium sancti Andree de Casallo”. In un documento precedente (1056) la chiesa di Sant’Andrea non è menzionata; figura invece una chiesa di San Giorgio di Casaglio, ma non è dato sapere se si tratti di un errore o se si parli di una chiesa vicina. Nel 1585 il vescovo d'Asti in visita pastorale definì la chiesa di Sant’Andrea “già parrochiale fuor di detto loco (di Cerreto)” e, viste le sue cattive condizioni, ordinò che si restaurasse: “Si ristori dalla comunità questa chiesa nel tetto, nel pavimento et nelle mura aciò non vadi in ruina, qual anco farà far una porta con serratura et chiave al cimiterio aciò si possi tener chiusa et si riduchi l'altar in forma et si provedi della Croce necessaria et si celebri messa alle volte dal vicecurato et particolarmente nella seconda feria per li defunti”.
Nel 1603 una notizia riferisce che il parroco di Cerreto era intenzionato di far dei lavori nella chiesa in rovina.
L'elemento di maggior rilievo architettonico della chiesa di Sant’Andrea, è il portale, di cui è evidente la somiglianza con quello della chiesa di San Lorenzo di Tigliole. Esso ha gli stipiti a fasce alterne in più filari di mattoni e blocchi di tufo sagomati. Un architrave in tufo delimita il vano della porta. Un arco a ghiera di elementi laterizi, diversamente lavorati e disposti in più fasce, sovrasta l'apertura. Una finestra compare in basso; un'altra, rettangolare, è sul portale, centrata nella facciata. Gli altri lati dell'edificio presentano una muratura molto confusa, a grosse pietre e mattoni messi su senza un ordine e legati con abbondante malta cementizia.
L'interno ha un aspetto settecentesco. Il capitello di pietra, spesse volte intonacata, lavorata a foglie, che si trova all'interno della chiesa, è materiale di recupero. Non si sa se tale capitello facesse parte di un'eventuale primitiva chiesa o se sia di diversa provenienza.
La chiesa di Sant’Andrea è interessante non solo per l'intrinseco valore artistico e storico, ma anche per l'ambiente in cui è situata. Intorno al colle su cui sorge si serrano le strutture di quello che probabilmente fu il vecchio monastero, ora adibito ad abitazioni rurali. I tetti delle case si compenetrano addirittura nelle pendici del colle, costituendo come una corona intorno alla chiesetta, con un particolarissimo effetto ambientale.
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