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el Comune di Castelnuovo Don Bosco, frazione Mondonio, in località Garesio, si trova la chiesa romanica di Santa Maria di Rasetto.
Sul finire del XIII secolo, 1’ “ecclesia de Razé” e quella “de Cornalee” insieme alle chiese “Sancti Eusebii de Castronovo”, di Zucca e di Garivertino, risultano dipendenti dalla pieve di Santa Maria di Pino d'Asti ed appartengono alla diocesi di Vercelli. Nel 1348 la chiesa “de Cornareto” è unita a quella di San Michele “de Puliano”, mentre quella “de Razeto” lo è, fino al 1440, a San Giovanni di Primeglio. Le due chiese compaiono citate, nel 1355, in un documento dell'Archivio Vaticano, contenente la descrizione dell'organizzazione ecclesiastica del Monferrato nel XIV secolo.
Nel 1298, nell'estimo delle chiese della diocesi di Vercelli, appare tassata da sola, poco dopo risulta già unita con San Giovanni di Primeglio e tale rimase nel Trecento (1348-1358), tornando poi a essere tassata da sola nel 1440. Trascurata nelle visite pastorali che i vescovi di Casale compirono negli ultimi decenni del Cinquecento, nel secolo successivo è considerata come “altre volte parochia”. Gli antichi parrocchiani di Rasetto in epoca imprecisata dovettero probabilmente emigrare nel vicino luogo fortificato di Mondonio, la cui chiesa, già attestata nel 1298, appare dedicata nel Settecento a San Giacomo e a Santa Maria.
Nel 1577, quando ormai da oltre un secolo apparteneva alla diocesi di Casale, la chiesa fu visitata da monsignor Gerolamo Ragazzoni, che notò il suo stato d'abbandono: “La parochia vecchia di Santa Maria di Razeto si conservi ben coperta et ben serrata et vi si celebri spesso per l'anime de’ morti”. Altri particolari sulle condizioni della chiesa e dell'annesso cimitero si ricavano dai verbali della visita successiva, quella di monsignor Carlo Montiglio, avvenuta all'inizio del 1585: “La chiesa di Santa Maria di detto luogo si riduchi a miglior forma imbiancando i muri, facendovi il suolo e la soffitta, levando via l'altar di meggio, et accomodando l'altar maggior che vi si possa cellebrare reducendolo alla forma, ornandolo di quanto fa bisogno per la santa messa nel termine d'un anno, altrimenti non si celebri, ma si tenghi ben serrata et coperta. Si sboschi et si serri il cimiterio di tal chiesa acciò non vi entrano bestie, drizandovi una croce di legno a spese della comunità.
Oggi l’antica chiesa di Santa Maria di Rasetto si presenta come un edificio ad aula unica, che riprende, nelle parti ricostruite, le forme romaniche. L'abside è divisa, nei tradizionali tre campi, da lesene che si conducono alla cornice sottotetto a “denti di sega” e alla teoria di archetti pensili. Conci di arenaria si alternano irregolarmente, nella tessitura muraria, al cotto. Nel campo di centro si apre una finestrella strombata.
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