’ “ecclesia sancti Georgii de Casurcio”, dipendente dalla pieve di Rosignano, è ricordata negli estimi della chiesa vercellese del 1298, 1348, 1358, 1440. Nel 1434 il vescovo di Vercelli Ibleto Fieschi unì le chiese di San Giorgio e di San Vincenzo di Casorzo nell'unica parrocchia di Santa Maria di Piazza. Verso il 1474 la parrocchia fu aggregata alla nuova diocesi di Casale, allora istituita. Negli ultimi decenni del Cinquecento la cura d'anime si esercitava esclusivamente nella suddetta chiesa di Santa Maria, mentre la chiesa di San Giorgio, così come quella di San Vincenzo, era ormai da tempo abbandonata e cimiteriale. Ciò risulta dalla visita apostolica di monsignor Ragazzoni, risalente al 1577 (“Le due antiche parrocchie una di San Vincenzo, l'altra di San Giorgio si conservino ben coperte et serrate et si celebri spesso per li morti che in esse sono sepolti”), e soprattutto dalla visita di monsignor Montiglio, del 1584: “Nella chiesa di Santo Georgio fuor di Casortio. Essendo la detta chiesa consecrata et unita alla parrochiale di Santa Maria, la tenghi il Parrocho con più veneratione di quel ha fatto sin'ora che l'ha lassata sempre aperta et l'altare sfornito, però lo provedi di pietra sagrada et d'altre cose necessarie, et tenghi la chiesa serrata a chiave et faccia racconciare il pavimento dove è rotto. Il cimiterio si facci serrare alle spese della communità, et se li drizzi una croce in forma, et si tenghi netto dall'immonditie et serrato a chiave”.
Chi si fosse messo alla ricerca dell'antica chiesa di San Giorgio a Casorzo avrebbe incontrato fino a poco tempo fa, forse, qualche, difficoltà. Di questa rimaneva, infatti, soltanto l'abside, neppure tutta, ed il lato destro; tutto il resto si incastrava nella ben più recente costruzione rappresentata dal tempio della Madonna delle Grazie. Ora quest'ultimo, già pericolante, sta letteralmente cadendo in pezzi; il risultato è che sono venute alla luce parti del preesistente edificio, prima nascoste, ma c’è anche il rischio che, se non si corre subito ai ripari, la chiesa della Madonna delle Grazie trascini nel suo crollo anche la romanica costruzione di San Giorgio.
Dovunque in San Giorgio domina incontrastata l'arenaria, la cui morbidezza sembra essere un invito all'incisione. Ed è proprio dalle frasi, dai disegni incisi, soprattutto sul lato destro, che l'attenzione del visitatore è richiamata. Questi “graffiti” narrano delle bizzarrie del tempo o rievocano quegli avvenimenti storici che più hanno colpito l'immaginazione popolare. Se ne possono annotare alcuni: “1713, dal 17 marzo sino al 12 maggio ha sempre piovuto et li 28 aprile ha nevicato”, “1733, il 23 marzo è venuta la neve alta un piede”; altri ricordano la morte di Umberto I a Monza o, con l'ausilio di un disegno, la cattura di un celebre brigante, condotto in carcere da due gendarmi; ed è pure presente la raffigurazione di una primitiva e fantastica bicicletta.
Ci si diverte a leggerli e non spiace questo affidare alle pareti di una chiesa la memoria collettiva del paese. Certo, che l'abitudine di incidere la superficie dei monumenti ha origini ben remote, ma i graffiti di San Giorgio appaiono immensamente più dignitosi che non i nomi e cognomi “scolpiti” da noi moderni.
Il lato destro dell'edificio è diviso da una lesena, affiancata da due finestrelle prive di qualsiasi decorazione, in due parti. Si intuisce, per la presenza di un arco cieco poggiante su di un architrave, l'esistenza di un'antica porta. Si nota il susseguirsi degli archetti pensili intrecciati, che continua anche nell'abside; qui le mensoline, su cui gli archetti poggiano, non sono più semplici, ma acquistano forme varie, tratte dal mondo animale e vegetale. Gli archetti sono delimitati, nella parte superiore, da un motivo dentellato; più sopra ancora, una semplice cornice.
L'avvenimento più tragico di Casorzo fu la strage compiuta dagli Spagnoli nel 1642, durante la guerra per la successione del Monferrato. Furono, allora, bruciati vivi centoquarantasette donne e bambini rifugiatisi in chiesa; gli altri, che si precipitarono all'aperto, vennero massacrati. Chissà se è San Giorgio la chiesa in cui è avvenuto questo massacro? (Nelle strutture attuali non si notano tracce di incendi distruttivi).

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Chiesa Romanica di San Giorgio (Casorzo)