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l paese di Buttigliera sorse nei pressi del “vico o fundo Mercuriolo”. Il Settia ritiene che da “Mercuriolo” passasse la romana Via Fulvia che da Dusino portava a Torino passando da Chieri; a prova di ciò, vi sarebbero diversi ritrovamenti di epoca romana avvenuti nella zona, tutti disposti lungo una linea retta che unisce Buttigliera a Riva presso Chieri.
Riguardo alla chiesa romanica di San Martino, ancora il Chiuso afferma che nel “fundo o vico Mercuriolo” sorgeva, forse sulle rovine di un edificio romano, un castello dello stesso nome. Ivi, però, non si adorava più il falso nume pagano; ora ergevasi una chiesa al vero Dio, ponendosi sotto gli auspicii di San Martino, vescovo di Tours. Nella costruzione della Chiesa, secondo Vergano, è stato impiegato materiale delle opere di difesa che dovevano cingere l’antico castello di “Mercuriolo”.
La chiesa di San Martino era l'antica chiesa parrocchiale di “Mercuriolum”, villaggio incasellato scomparso negli ultimi decenni del XV secolo. Essa pare già attestata nel 1034, in una carta di permuta tra i conti di Pombia e Rodolfo abate di Nonantola nel Modenese. I conti di Pombia, ascendenti dei conti di Biandrate nei secoli XII-XIII signori del villaggio, ebbero tra l'altro una corte “iusta Treveria” (presso il rio Traversola), localizzata sulla base di indizi a “Mercuriolum”, e una cappella “que est edificata in onore sancti Martini”, che potrebbe essere la stessa chiesa di “Mercuriolum”. La decadenza e l’abbandono dell'abitato e della chiesa fu favorito senza dubbio dalla presenza della vicinissima Buttigliera, una “villanova” fondata dagli Astigiani tra il 1264 e il 1269. In epoca imprecisabile i Buttiglieresi si costruirono nel centro del paese una chiesa parrocchiale a tre navate, la quale dovette ben presto soppiantare la vecchia chiesa di “Mercuriolum”. La nuova chiesa fu dedicata a San Biagio ma la parrocchia conservò fino ai giorni nostri il titolo di “parrocchia di San Martino”. Negli statuti di Buttigliera, rifatti nel 1447, si accenna sia alla chiesa di San Biagio sia a legati fatti “ad reparationem et refectionem ecclesie sancti Martini”. Nel secolo seguente tanto la parrocchia quanto la chiesa di San Martino risultano dipendere dall'Ordine ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Malta. I Gerosolimitani sono però attestati in “Mercuriolum” e Buttigliera da documenti del 1169, 1282, 1307, 1461-1467... Il documento del 1282 nomina esplicitamente l’ “hospitale Mercurolii”, quello del 1307 menziona l’ “hospitale sancti Iohannis”, localizzabile, da riscontri toponomastici, in prossimità della chiesa di San Martino. Si può dunque ritenere con certezza che la chiesa di “Mercuriolum” appartenesse fin dal XII secolo all’Ordine gerosolimitano, tanto più che la commenda di Buttigliera era intitolata a San Martino.
Nel corso dei secoli XVII-XVIII la chiesa venne più volte visitata dal commissari dell’Ordine di Malta. Nel 1630 i visitatori notarono che “sebene essa chiesa è cura d'anime non è però provista delli ornamenti necessarii poiché il popolo di Bottigliera per sua commodità et da tutti li tempi s'è fabricato una chiesa nel luoco dove li sacerdote e curato stipendiati dal sudetto signor Commendatore (fra Adriano Alliata) celebrano le messe e divini officii et da loro stessi si provedono delli ornamenti necessarii per la celebratione di essi et salvo l'interrare li cadaveri l'altre fontioni della cura si fanno et si sono sempre fatte nella detta chiesa esistente nel loco di Bottigliera”.
Nel 1655 scrissero che la chiesa era “in buon stato cioè ben coperta di coppi, le mura imbianchite assai buone, se ben a luogo a luogo vi siano alcuni buchi otturati che furono fatti da soldati della Maestà Cattolica in essa rettirati quali buchi luoro servivano d'archere (feritoie) per sparare i luoro moschetti et arcobusi”. Nove anni dopo, nel 1664, l'edificio non si presentava più in buone condizioni: “alla chiesa di Santo Martino di Bottigliera il muro laterale vicino al canton sinistro della faciata minaciante rovina, che ha bisogno di pronta reparatione, è stato ordinato in facie al signor Carlo Giuseppe Ferrero debba rifar detto muro a spese di detto signor commendator Gabucini moderno possessore di detta comenda”. I restauri furono eseguiti in quello stesso anno o negli anni immediatamente seguenti, prima però del 1669, data della visita successiva, allorché i commissari videro “la sudetta chiesa... in buon stato, coperta, le mura imbianchite assai buone, massime il muro laterale vicino al canton sinistro della facciata che altre volte minacciava rovina... per le riparationi fatte fare per parte del signor commendator Gabuccini in virtù del precetto che fu fatto nell'atto della visita generale delli 20 d'agosto 1664”. Altre importanti riparazioni si resero necessarie alla fine del secolo. Prima del 1691 il commendatore fece fare “un sperone alla muraglia laterale d'essa chiesa verso mezanotte d'altezza, incluso li fondamenti, di due trabucchi circa et larghezza d'un trabucco circa, qual muraglia senza tal sperone sarebbe rovinata”. Nel 1699 “detta chiesa poiché era profanata per esser in pessimo stato si è riparata e ridotta in decentissimo stato con essersi fatto di novo in bona parte il soffitto di tavole di legno d'albera, construito di novo anche in bona parte il pavimento con quadretti di cotto e calcino, imbiancate le muraglie laterali e la faciata, messo le ferrate e tellari alle finestre e fatta di novo la porta... Il coperto puoi d'essa chiesa è stato ripassato tutto con aggionta di boscami e coppi novi. Insomma si è ridotta la chiesa in stato decentissimo e tale che con molto concorso del popolo vi si officia con tutta decenza”.
Buttigliera si trova ai limiti della zona astigiano-monferrina: ne fa fede l'abside della chiesa di San Martino interamente in cotto, che la distingue dalle altre nostre chiese, in cui prevale la pietra tufacea, e, naturalmente, il paesaggio, ormai pianeggiante. Insolita è pure, ancora nella superficie absidale, la cornice formata dalla disposizione a “T” di tre ordini di mattoni.
Il lato sud è costellato invece da pietre arenarie, che si inseriscono nella parete di mattoni. Su di esse stanno incisi i nomi di persone sepolte o nella chiesa o nelle sue vicinanze (San Martino sorge nel cimitero del paese), ed anche qualche notizia di storia locale, quale, ad esempio, “1522, maxima pestis vigebat Buttigliera”. All’interno dell'edificio, nel catino absidale, compaiono alcuni affreschi: un Cristo Redentore, fiancheggiato dai simboli degli Evangelisti.
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