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l paese di Berzano, dal latino “Bersianum o Bresianum”, appartenne anticamente all'abbazia di Santa Maria di Vezzolano. Venne saccheggiato nel X secolo dai saraceni. Fece parte dell'antico contado di Cocconato, dipendente dai Radicati, e passò poi al Marchesato del Monferrato.
La chiesa romanica di San Giovanni Battista, è menzionata per la prima volta nel 1291, quando le milizie del comune di Chieri sottrassero al marchese di Monferrato “castrum et villam Brecani”, ossia l'attuale Berzano San Pietro. I rappresentanti della comunità per sanzionare la dedizione imposta dai vincitori si riunirono presso la chiesa di San Giovanni “de Romaneto de Brecano”. L’ “ecclesia Romaneti” compare poi nel 1368 nel “Liber decimarum” della diocesi di Ivrea, cui allora apparteneva, e la ritroviamo ancora a metà del XVII secolo, allorché il vescovo della stessa diocesi, monsignor Asinari, visitò la chiesa, ricordata come l'antica parrocchiale di San Giovanni Battista, intorno alla quale c'era il cimitero dove si seppellivano i cadaveri dei parrocchiani di Berzano. Il fatto che a San Giovanni si riuniscano nel 1291 i rappresentanti della comunità e che ancora nel ‘600 sogliano prendervi possesso i parroci di nuova nomina, indica come perdurasse il prestigio dell'antico centro religioso che doveva essere stato il più importante della zona.
La stessa visita pastorale citata avverte, poi, che quella che allora era la chiesa parrocchiale di Berzano, benché fosse antica, non era stata parrocchiale in origine, poiché le antiche parrocchiali del luogo un tempo erano due, una intitolata a San Pietro, l'altra a San Giovanni Battista, nelle quali ancora si seppellivano i cadaveri dei parrocchiani di Berzano.
Anche la vecchia parrocchia di San Pietro era situata su uno dei colli circonvicini, non molto distanti dal luogo di Berzano. Se ora pensiamo che il luogo in cui sorge l'attuale parrocchiale di Berzano, dedicata ai Santi Pietro e Giovanni (oggi Santi Pietro e Paolo), è quello dell'antico castello occupato dai Chieresi nel 1291, dovremo concludere che già prima di tale data gli uomini di Berzano e di “Romanetum”, insieme riuniti, avessero abbandonato le vecchie sedi per raccogliersi in un nuovo abitato intermedio, dove si erano fortificati stabilendo la nuova chiesa che cumulava le dedicazioni dei due santi titolari delle parrocchie primitive.
La chiesa di San Giovanni Battista sorge su di un colle verso Casalborgone; è raggiungibile per mezzo di una strada che costeggia l'attuale cimitero e che porta ad un gruppo di case. Di qui si sale attraverso un sentiero da percorrere a piedi e finalmente appare, fra il verde, la bianca facciata di San Giovanni, con la sua cella campanaria.
Nell’800, il Bosio ricordava, che al suo interno esiste una Madonna con il Bambino e San Giovanni Battista, e che l'icona dall'altare è in tavole, col la Madonna e il suo Figlio incoronato da due angeli, mentre lateralmente compaiono San Giovanni e San Pietro. Tale dipinto fu coperto da un gran quadro con l'arma della nobile famiglia Turinetti.
Né la facciata, intonacata di bianco, né i fianchi dicono che ci si trova di fronte a un monumento romanico; bisogna, per questo, raggiungere l'abside. Questa poggia su di un ampio e solido basamento in cemento, è in pietra tufacea ed è semplicissima. Sotto cornice, due corsi di tufo racchiudono un nastro a denti di sega; gli archetti pensili, a largo raggio, poggiano su mensoline semplici. I campi, formati da due lesene, sono tre. Il campo a nord è privo di finestrelle, mentre queste compaiono in quello centrale e a sud. Sono a debole sguancio e disadorne.
La chiesa di San Giovanni, che denuncia un restauro recente o, per lo meno, un tentativo di mantenerla in piedi, in passato ebbe funzioni di chiesa cimiteriale.
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