Immagine tratta dal libro "Asti, antiche e nobili casate", di V. Malfatto

Motto: “Per me stant regna”

marchesi di Alfiano (1647), Cerro (1673), Tonco (1684); conti di Baldesco, Frassinetto, Fubine, Varengo, Viarigi; signori di Bozzole, Isola d'Asti, Murisengo; consignori di Bassignana, Bergoglio, Burio, Castelletto Merli, Colcavagno, Corteranzo, Salabue, Tomarengo

Provenienza: Alessandria
Prime attestazioni: Fine XII secolo
 

ell'antichissima casata dei Natta, insigne per eminenti prelati, per uomini d'armi, di governo, di lettere, si hanno memorie assai remote che provano la vasta risonanza del casato Natta nei secoli XIV-XVIII e particolarmente nell'Astigiano nei primi tempi, e più tardi, in Casale.
Il Guasco, in linea col Manno ed altri studiosi, ritiene i Natta d'origine alessandrina e scrive: “Recenti studi darebbero i Natta discendenti dai signori di Bergoglio, cioè di coloro che ebbero giurisdizione sul Comune o Consorzio signorile di Bergoglio, che contribuì, con altri sei comuni, alla fondazione di Alessandria”.
I Natta, quindi, erano consignori di Bergoglio, uno dei vari feudi del consortile Manfredingo degli Acquosana, dispersi durante le lotte tra Asti, Alessandria ed il Monferrato; con le famiglie signorili di Rovereto, Foro, Gamondio, Marengo, Solero, Oviglio e naturalmente di Bergoglio, nel dicembre 1164 posero le prime basi del Comune Signorile Consorziato di Alessandria ch'ebbe poi il crisma della fondazione il 22 aprile 1168, in opposizione all'imperatore Federico Barbarossa ed al suo vassallo il marchese Guglielmo di Monferrato.
Ed ora un breve cenno sui Natta di Asti.
Tommaso Natta, nel 1099 col vescovo di Asti San Landolfo, soccorse la nostra città afflitta da una grave epidemia di peste contagiosa. Oberto Natta, fu sindaco di Asti nel 1190, ma le testimonianze riguardo incarichi politici di esponenti della famiglia scompaiono per tutto il XIII secolo.  Un altro Tommaso morì nella sortita fatta dal capitano Comentina nel 1245; Giacomo Natta fu consigliere di Asti nel 1339 ed insigne benefattore della Collegiata di San Secondo; Enrichetto, fu signore di Murisengo nel 1362; Morando ed Ardizzone Natta, seguaci del marchese Giovanni di Monferrato nelle sue guerre col duca di Milano (1350-1364); Obertino, detto “il savio”, celebre giureconsulto, ebbe dal marchese Teodoro di Monferrato una procura per la permuta di terre e per comporre alcuni dissidi col conte Amedeo di Savoia. Venne sepolto nella chiesa di San Secondo di Asti.
Secondino, figlio del precedente, fu illustre giureconsulto. Servì come il padre e l'avo, la casa di Monferrato. Nel 1412 accompagnò la principessa Sofia sposa dell'imperatore Giovanni Emanuele Paleologo di Bisanzio.
Vicario Marchionale (1420), accompagnò nel 1438 a Venezia la principessa Amedea Paleologo di Monferrato, sposa a Giovanni re di Cipro.
Consigliere e vicario del duca Carlo d'Orleans, divenne ambasciatore presso la Repubblica Milanese.
In remunerazione dei suoi fedeli servizi, egli ottenne nel 1438 l'investitura di Isola d'Asti.
Enrichetto Natta, fratello di Secondino, è un personaggio di grande rilievo, nella storia monferrina del XV secolo. Ancora giovane, cioè nel 1416, fu nominato consigliere in Asti del duca di Milano Filippo Maria Visconti.
Nel 1430 Enrichetto appare vicario generale del marchese del Monferrato, cancelliere nel 1436 e più volte ambasciatore. I suoi servizi vengono ripagati nel volgere di un ventennio (1430-1450) con un considerevole numero di feudi: Torcello e Lazzarone (nei pressi di Casale), Castelletto, Mirabello, Bozzole, Murisengo, Alfiano e Fubine (tutti in provincia di Alessandria), Viarigi, Tonco, Moncalvo e Isola (in provincia di Asti).
A questi undici feudi, se ne aggiungono poi altri due: Baldesco e Corteranzo, in provincia di Alessandria.
Enrichetto, dalla seconda moglie Linori Rovera, ebbe sette figli, e da cinque di essi derivarono altrettante linee, tre delle quali si stabilirono in Casale, cioè quella di Secondo (linea di Isola), di Giorgio (linea del Cerro), di Giovan Giacomo (linea di Alfiano), una quarta linea, quella di Agostino (in Nizza Monferrato), ed una quinta in Asti, cioè quella di Tommaso.
Con la morte di Enrichetto (1458), il cospicuo patrimonio accumulato venne diviso tra i sette fratelli. Nelle vicinanze di Asti, Enrichetto Natta possedeva una vasta estensione di terreni tra San Marzanotto e Montemarzo, e cioè la “Valle Natta”, che tuttora conserva tale denominazione.
La linea di Asti, secondo il Manno, iniziò con Tomaso (figlio di Enrichetto), dottore in leggi, uno dei gentiluomini che, nell'ingresso del duca d'Orleans, portarono le aste del baldacchino (1447).
Il figlio, Giovanni Enrichetto, si assentò quasi sempre da Asti e preferì vivere a Tonco dove morì nel 1540.
Caterina, figlia di Giovanni Enrichetto, fu monaca nel convento dell'Annunziata di Asti (esistente, in quei tempi, in Piazza Catena, dove attualmente sorge il Palazzo di Giustizia), col nome di suor Dorotea. Fratello di suor Dorotea, fu Pietro Francesco (1598-1604), ultimo del ramo di Asti che si estinse, quindi, nel 1604.
Estinta la linea, i beni di questo ramo furono spartiti tra i discendenti di Giovan Giacomo e di Giorgio, che avevano la loro residenza principale in Alfiano, pur possedendo vari altri castelli in Monferrato e palazzi in Asti e Casale.
Una lunga serie di egregi capitani, di esimii giureconsulti, di eminenti diplomatici distinse questa illustre famiglia, molti componenti della quale indossarono porpore cardinalizie, toghe universitarie, corone marchionali e comitali, l'abito gerosolimitano.
Asti, Alba, Genova, Nizza e Casale Monferrato, Chivasso, Vercelli, Novara, Como, Tortona, furono altrettante mete dei loro pellegrinaggi dove fissarono dimora affermandosi ovunque per preminenza di cariche ed ovunque lasciando testimonianze delle opere edificate e del loro operato al servizio dei Comuni, del Monferrato, dei Paleologi, dei Gonzaga, degli Orléans, dei Visconti.
Altri importanti rami di questa nobile famiglia sono:

uglielmo Natta risultava signore di Tonco alla fine del Duecento. Un suo discendente, Enrichetto Natta “de Ast”, signore di Castelnuovo, fu infeudato di Tonco dal marchese di Monferrato nel 1435.
Sedici anni dopo lo stesso Enrichetto ottenne dal marchese l'infeudazione di Baldesco e Fubine e, più tardi, di Murisengo. Un altro ramo della famiglia, rappresentato da Secondino Natta, nel 1438 ricevette dal marchese di Monferrato l'infeudazione per Isola d'Asti.