

Motto: “Bien connâitre avant qu’aimer”
marchesi di Brà (1706), Caraglio (1585), Gambasca e Rifreddo (1703), Strevi (1719); conti di Montà, Settimo, Sanfrè, Valfenera, Cavallerleone, Wittel, Sommariva Perno, Malmaison; signori di Banna, Corsione, Fortepasso, Isolabella, Ternavasio; consignori di Agliano, Cerro, Cervere, Dosfraires, Gorbio, Merindol, Montaldo Roero, Monteu Roero, Peglione, Torre Valgorera, Villanova
Prime attestazioni: Inizio XIII secolo
Posizione sociopolitica: Famiglia de hospitio, ghibellina. All'origine della loro ascesa vi è tuttavia il passaggio dalle società di Popolo
a famiglia Isnardi “nobilissima e antichissima” come è scritto in un “consegnamento dell'arma gentilizia” del 1687, ebbe le sue origini in Asti dove ebbe parte preminente nelle lotte tra guelfi e ghibellini, che dilaniarono per oltre un secolo, la vita cittadina, schierandosi dalla parte filoimperiale. Fu una delle tre grandi famiglie astigiane che formarono il forte “Albergo” ghibellino dei De Castello (Isnardi, Guttuari, Turco).
Fra i molti personaggi illustri, si ricorda Guglielmo Isnardi, il quale nel 1227 fu inviato ambasciatore ai Milanesi eletti arbitri dei conflitti tra Asti e Alessandria. Giacomo Isnardi, altro personaggio di spicco della famiglia, assunse importanti incarichi pubblici, meritandosi la qualifica di "dominus". Nel 1271 e nel 1279 egli fu rettore delle Quattro società. L'ascesa politica della famiglia si verificò infatti tramite le società di Popolo. Successivamente, spiccano le figure di Berardo, Daniele e Facino Isnardi. Daniele fu nominato "sapiens" per gli accordi tra Asti e Amedeo di Savoia e poi rappresentante del Biandrate nella pace con il Comune di Asti. Negli anni a cavaliere tra XIII e XIV secolo, solo Facino Isnardi mantenne una partecipazione stabile ai vertici del Comune di Asti comparendo più volte come ambasciatore, sapiente e testimone tra il 1290 e il 1297. Dopo il 1292, l'amicizia e gli interessi commerciali con i Guttuari, resero impossibile la permanenza degli Isnardi nelle strutture societarie del popolo e determinarono il loro passaggio alla parte degli "hospitia" astigiani.
Nel XIV secolo gli Isnardi partecipano alle lotte dei marchesi di Saluzzo contro gli Acaja, e alcuni membri sono podestà o governatori di importanti città.
Manfredo e Guglielmo Isnardi, ad esempio, furono inclusi dal marchese Manfredi di Saluzzo come suoi partigiani nella pace da lui fatta nel 1308 con Filippo di Savoia principe d'Acaja; Amedeo Isnardi fu governatore di Novara per il duca di Milano nel 1339.
Alla crescita costante della sua potenza, corrispose l'acquisto di numerosi feudi, cui fecero capo vari rami staccatisi dal ceppo originario.
Di questa importante famiglia si ricordano i rami di:
Ramo Isnardi di Valfenera;
Ramo Isnardi di Sommariva Perno;
Ramo Isnardi di Sanfrè;
Ramo Isnardi di Caraglio
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a famiglia Isnardi esercitava il prestito del denaro, sia su territorio astigiano, sia oltralpe dove dal 1266 risulta attestata a Besançon in Borgogna e alle fiere di Champagne. In Borgogna gli Isnardi ebbero banchi di pegno anche a Vercel, Pontailler, Chalon e Viviers. Quest'ultima località è vicina alla Lorena, altra importante area commerciale in cui il casato fu presente dal 1280 (Bar-le-Duc, Commercy, Granges) fino all'inizio del Quattrocento. Già alla fine del XIII secolo, la forza economica degli Isnardi era straordinaria e permise loro di mutuare somme enormi a grandi personaggi dell'epoca, tra i quali l'arcivescovo di Lione, Amedeo V di Savoia e Ugo di Vienne. Per quanto riguarda l'area italiana, il casato svolgeva operazioni commerciali in valuta estera sulla piazza di Genova, traendo il proprio guadagno da speculazioni sul cambio.
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el 1280 (circa), Giacomo Isnardi deteneva beni e castello a Cossano, nonché diritti signorili e castello a Sommariva Perno per acquisizione (1275 circa) dai precedenti signori, vassalli vescovili. Suo figlio Guglielmo ottenne da Asti il riconoscimento del castello di Sommariva Perno e quello di Sanfré. In seguito alle lotte civili dell'inizio del Trecento, alla famiglia fu imposto di riconsegnare i castelli al Comune di Asti, cosa che tuttavia non avvenne. Nel 1319 la famiglia deteneva anche il castello di Sommariva Bosco e andava ampliando i possessi nella zona. Nel 1335 Tommaso Isnardi e i suoi nipoti acquistarono i diritti signorili su Isolabella, San Michele e Valfenera dall'antica famiglia dei Gorzano. Nello stesso anno egli ricevette l'investitura di Federico di Saluzzo per la vicina Ternavasso. Nel 1338 Bartolomeo Isnardi detto Villano e suo fratello Enrico ottennero l'infeudazione di Castello Pogleto (oggi Fortepasso), vendendolo successivamente (1362) ai Roero signori di Sommariva. Nel 1392 il marchese Teodoro Il di Monferrato infeudò un sesto di Cerro Tanaro agli Isnardi consignori di Valfenera. Nel 1387 Luigi d'Orléans concesse agli Isnardi l'investitura per le località di Sanfré, Sommariva Perno e Motta.
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