

Motto: “J’envie estre aymé”
conti di Belvedere di Nizza; signori di Cossano Belbo, Santo Stefano Belbo, Tigliole, Cortiglione, Belveglio, Castiglione Tinella, Cisterna, Corsione, Corticelle, Masio e Redabue, Neviglie, Quattordio, Refrancore; consignori di Agliano, Cellarengo
Prime attestazioni: Primo quarto del XIII secolo
Posizione sociopolitica: Famiglia de hospitio,
ghibellina
na delle più potenti e ricche famiglie dell'aristocrazia astese fu quella dei Guttuari che, collegatasi cogli Isnardi e coi Turco, formò l'Ospizio (cioè l'Associazione) dei De Castello.
Tutte tre venivano chiamate “Casa Trinitaria” (“Trinaria domus de Castello”), e sicuramente i Guttuari erano i più ricchi, tanto che la loro ricchezza fu causa essenziale dell'odio dei Solaro contro di loro.
Postisi a capo del partito ghibellino, i Guttuari trovarono, tra gli altri aderenti, gli Alfieri, gli Scarampi, i Testa, i Pallidi, i Catena, i Gardini, i Bergognini, i Cacherano, e la maggior parte dei Pelletta, degli Asinari, dei Layolo e dei De Regibus, oltre ad altre famiglie minori.
Serafino Grassi scrive che Ruffino Guttuari nel 1261 fu uno dei principali fondatori della fazione ghibellina ed il Gabiani aggiunge che proprio nell'inverno di quell'anno, le due fazioni avversarie si incontrarono sulla piazza del Santo, dove si svolse un'aspra e crudele battaglia, nella quale morirono Tommaso Guttuari e alcuni dei Solaro.
Tra i Solaro e i Guttuari, scrive il Gabotto, non esisteva certamente soltanto una rivalità politica, per quanto i primi appaiano sostenuti di preferenza dal popolo, mentre gli altri, come avversari all'elemento democratico, avevano maggior ragione di dirsi ghibellini. Accanto alla ragione politica interna alle due fazioni, stavano soprattutto ragioni economiche, così di rivalità bancarie, come di interessi privati di importanza anche più ristretta. Questi conflitti sanguinosi tra i Guttuari e i Solaro durarono per circa 10 anni; nel 1272 le due fazioni dei guelfi e ghibellini astigiani, si pacificarono.
Guglielmo Ventura, afferma poi che la città rimase in pace fino al 1300, ma; tuttavia, egli accenna successivamente ad atti segreti di inimicizia fra i Solaro e i Guttuari.
“Comunque sia la cosa, in Asti, afferma il Gabotto, era in quel tempo negli animi un turbamento foriero di non lontane sventure”.
Infatti nel 1303 i Guttuari con l'aiuto di Giovanni I di Monferrato e di Manfredo IV di Saluzzo, cacciano dalla città i Solaro con tutti i guelfi. I vincitori, scrive il Gabiani, “si diedero a violenze sfrenate e a provvedimenti d'ogni fatta. A Rubeo lsnardi e a Francesco Guttuari fu concessa piena balia di mandare al confino le persone sospette; e tale ampio potere li fece trascendere a misure d'ogni genere, estorcendo danaro, ordinando rovine di case, imponendo gravose tasse, imprigionando infine senza pietà i riottosi alle loro ingiunzioni”.
Ma la tracotanza dei Guttuari durò soltanto un anno; nel 1304 essi dovettero prendere la via dell'esilio e a dominare in Asti tornarono i Solaro, favoriti dal popolo, ormai stanco degli eccessi compiuti dai De Castello.
I Guttuari dovettero rimanere in esilio per parecchi anni e poterono rimpatriare solo nel 1378, quando Asti cadde in potere di Galeazzo Visconti, signore di Milano.
Fra i personaggi principali di questa famiglia, si ricordano Emanuele Guttuari, che nel 1277 trattò una tregua a nome di Asti, con lo stesso re di Napoli, e nel 1280 fu ambasciatore presso i Genovesi; Andrea e Daniele Guttuari, parimenti ambasciatori a Genova in quegli anni, Luigi, Giacomo ed Enrico Guttuari, consiglieri nel 1290 nella propria città.
Giovanni, Simonino, Roberto e Francesco Guttuari furono tutti uomini di grande valore, segnalatisi nelle guerre civili d'Asti del 1303. Antonio Guttuari era “chiavaro” di Asti nella seconda metà del XIV secolo, Baldrachino Guttuari, fu signore di Masio e cavaliere di Rodi nel 1387, Franzene Guttuari, che fu vescovo, visse nella seconda metà del XIV secolo, Alberto Guttuari, fu anch'egli vescovo di Asti nel 1410; Vasino Guttuari fu celebre giureconsulto.
Il conte Galvagno Guttuari (col quale si chiude questa celebre casata astigiana), nel 1709 venne infeudato di Belvedere (Nizza) che vendette nel 1715 al nipote Carlo Maria Inviziati, patrizio alessandrino, che ne assunse il casato.
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Guttuari svolsero la mercatura a Genova, dove dal 1221 risultano impegnati nel commercio dei panni e in operazioni finanziarie di cambio e prestito. Verso la metà del XIII secolo, i mutui concessi dai Guttuari ai marchesi di Busca li misero temporaneamente in possesso di beni fondiari e giurisdizionali a Cossano. Molto stretto fu il rapporto con i Savoia: i Guttuari prestarono con continuità somme enormi ad Amedeo V e a Filippo d'Acaja. Nel 1297, il conte Amedeo di Savoia si riconosce debitore di 2.000 lire di denari astesi verso Martino Guttuari, cittadino d'Asti. Anche all'estero la famiglia fu attiva: nel 1235 Pietro Guttuari ottenne di poter prestare denaro a Provins (Champagne), sede di due importanti fiere annuali. Dal 1266 la città di Besançon assegnava ai Guttuari e ai loro soci Isnardi il locale banco di pegno. Si trattava di una casana importante, tappa obbligata per chi dall'Italia si recasse alle fiere di Champagne e per chi percorresse il cammino dai Paesi Bassi a Losanna. La famiglia ebbe interessi anche a Bruxelles (1304) e in area elvetica: la casana di Berna rimase loro accensata per buona parte del Trecento.
I Guttuari sembrano aver avuto con Francesco de Medici relazioni a Ginevra ed in Savoia, giacché Giacomo Guttuari nel 1357 si trova presso casa Medici e nel 1358 è pure con lui a Chambery.
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erso la metà del XIII secolo i Guttuari entrarono in possesso di beni e diritti a Cossano, loro ceduti dagli indebitati marchesi di Busca. Nel 1280, tuttavia, Ruffino Guttuari e altri suoi familiari furono costretti a vendere al Comune di Asti i propri diritti su Cossano. I Guttuari tennero in feudo una parte di Corsione e di Castiglione Tinella. Benentino e Francesco Guttuari, nel 1342, acquistarono da Giovanni di Saluzzo diritti signorili ad Agliano; in seguito a una vendita all'interno della famiglia, il feudo di Agliano e quello di Castelnuovo Calcea passarono a Giacomo Guttuari che ne fu investito da Luigi d'Orléans nel 1388. Nel 1357 Ottone e Bernabone Guttuari acquisirono Masio dai signori di Lanerio e nello stesso anno ottennero l'investitura imperiale per Refrancore e Quattordio. Antonio Guttuari nel 1384 fu investito di Neviglie dai marchesi di Busca e nel 1387 ne fu investito da Gian Galeazzo Visconti. Nel 1412 il vescovo di Asti Alberto Guttuari concesse al proprio fratello Domenico i feudi di Cellarengo e Cisterna.
I Guttuari furono signori, in più tempi, di, Santo Stefano Belbo, Cortiglione, Tigliole.
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