

Motto: “Et Prosum Et Obsum”
conti di Bistagno
o storico astigiano Niccola Gabiani, nelle sue “Notizie sui Gabuti di Bestagno” ricorda che i "Gabuti o Gabutti" erano cittadini di Asti e che fin dal Seicento avevano acquistato un posto onorevole nella cospicua borghesia locale e parteciparono poi quasi sempre all'amministrazione del Comune di Asti anche durante il burrascoso periodo della effimera Repubblica Astigiana del 1797.
Il primo personaggio noto della casata è Gian Filippo, ricevitore e “chiavaro” (cioè custode delle chiavi della città) di Santhià. Fu nobilitato nel 1605.
Il figliò, Gian Francesco, fu consigliere e prefetto di Asti (1666) ed eccelse tra i membri della sua famiglia, tanto che fu eletto Senatore di Piemonte (1670).
Poco prima di morire (Torino, 1695) egli acquistò l'ampio caseggiato in Corso Alfieri – angolo Via San Martino.
L'alta carica paterna aveva destato nel primogenito Carlo Gabriele particolari ambizioni araldiche, cosicché nel 1721 essendo state riunite in un solo feudo le varie giurisdizioni della contea di Bistagno (Alessandria), venne l'intero feudo venduto nel 1723 al predetto Carlo Gabriele per 11.000 lire col titolo comitale, dal primo re di Sardegna Vittorio Amedeo II.
Più tardi egli acquistò anche parte di Mombaldone dai Del Carretto.
Il conte Carlo Gabuti di Bestagno, volendo forse emulare i marchesi di Frinco, possessori del bel palazzo antistante quello della sua famiglia, affidò, verso il 1740, all'architetto Benedetto Alfieri l'incarico della trasformazione del Palazzo Gabuti.
Carlo Brunone Gabuti fu l'ultimo “Maire” (sindaco) di Asti; la sua morte avvenuta il 2 marzo 1814, coincideva col tramonto dell'epopea napoleonica. Ebbe quattro figli, tra i quali Carlo Gabriele (Asti, 1782 - 1840), tenente generale, cavaliere dell'Impero (1814), cavaliere della Legion d'Onore. Sposò Camilla Asinari di Bernezzo.
Suo figlio, Guido (Torino, 1833 - ivi 1885), fu colonnello d'artiglieria, aiutante di campo onorario del duca d'Aosta e decorato di medaglia d'argento. Sposò la contessina Ifigenia Radicati di Marmorito.
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