

Motto: “Sûreté”
marchesi di Denice (1702), Lanzo (1725), Loazzolo (1702), Montaldo (1702); conti di Bricherasio, Castelletto Uzzone, Coassolo, Envie, Mombello, Rocca d'Arazzo, Villafranca; signori di Balangero, Bubbio, Moasca, Montechiaro, Montesoro, Osasco, Pralormo, Roletto, S. Secondo, Serralunga; consignori di Cavallerleone, Corneliano, Revigliasco, Villanova
Provenienza: Rocca d'Arazzo (Asti)
Prime attestazioni: Fine XII secolo
Posizione sociopolitica: Famiglia de hospitio,
ghibellina
Cacherano compaiono in Asti già alla fine del XII secolo tra i membri della Credenza.
Essi , scrive il Di Crollalanza, furono annoverati alla "nobiltà de hospitio" di Asti, come di antica nobiltà e signori di molti feudi.
Secondo l'Angius, l'origine di questa famiglia è della città di Asti; a giudizio dello stesso non sarebbe corretto ascriverla ad origini alemanne per il motto "Mit zeit" (=col tempo; il motto fu aggiunto alle armi nel 1480) e neppure francese per la parola "Sûreté" (=sicurezza).
Manfredo Cacherano della Rocca (l'attuale Rocca d'Arazzo), risulta il capostipite della famiglia Roberto, consigliere e magnate della città di Asti, forse figlio di Manfredo, fu nel 1174 fatto prigioniero dall'imperatore Federico Barbarossa, in compagnia di Enrico Asinari, sindaco, di 38 consiglieri e di 100 magnati, pel riscatto dei quali furono dalla città sborsate lire 100.
I Cacherano furono attivamente presenti nella vita pubblica astigiana e la loro partecipazione ai consigli comunali fu continua fin dall'inizio del Duecento, con Rolando credentario nel 1204, Guglielmo I, figlio di Roberto Cacherano, è attestato più volte come giudice e credenziario del Comune dal 1212 al 1252; compare anche fra gli uomini di Rocca d'Arazzo che nel 1237 prestano giuramento di fedeltà al vescovo d'Asti. Sembra anzi che fin d'allora i Cacherano esercitassero su Rocca qualche diritto signorile.
Diversi membri si distinsero nella carriera notarile: in particolare spicca Francesco Cacherano che, tra il XIII e il XIV secolo, alternò la normale attività di notaio con quella di procuratore legale per alcuni enti monastici e per cittadini astigiani abbienti. Un suo parente Raimondo Cacherano (suo contemporaneo), intraprese invece la carriera giuridica e fu un noto "iudex et jurisperitus" del Comune. Anche Bertramo Cacherano ricevette un'istruzione giuridica, come si deduce dalla sua nomina a podestà di Vercelli nel 1292. Nell'ambito delle carriere pubbliche si distinse Allione Cacherano, il quale nel 1312 risultava collettore dei pedaggi e dei redditi di Asti, nonché massaro (amministratore) del Comune. I Cacherano ebbero parte nella società dei Militi astigiani, in qualità di rettore (Rolando Cacherano, nel 1250) e di savio (Bartolomeo Cacherano) incaricato di approvare i capitoli della risorta Società nel 1339.
Durante le lotte civili in Asti, i Cacherano furono di parte ghibellina e vennero esiliati nel 1312 insieme coi sostenitori dei De Castello.
La prosapia della famiglia Cacherano essendo numerosissima, nei secoli passati si divise in più rami alcuni dei quali andarono a stabilirsi altrove ma il principale rimase in Asti dove rimase fino al principio del XV secolo. Poco dopo anche il ramo di Asti si trasferì a Torino al servizio di Casa Savoia, da cui vennero investiti di cariche prestigiose tra queste: Gran Maresciallo, Gran Cancelliere, Vicerè.
I Cacherano si distinsero in molti rami e tutti illustri che presero ciascuno ordinariamente il nome del feudo di propria signoria.
Fra i rami che si ricordano sono:
Ramo dei Cacherano di Cavallerleone e Mombello (estinto);
Ramo dei Cacherano di Villafranca e Cantarana (estinto);
Ramo dei Cacherano di Osasco (estinto);
Ramo dei Cacherano di Rocca d'Arazzo e Lanzo (estinto);
Ramo dei Cacherano di Revigliasco (estinto);
Ramo dei Cacherano di Coazzolo e Challant (estinto);
Ramo dei Cacherano di Bricherasio (continua)
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Cacherano svolsero attività commerciali all'estero: nel 1282 un Manfredo ottenne la residenza a Bergues in Fiandra, a condizione di commerciare senza usura. La famiglia aveva banchi di pegno in Piccardia prima del 1258; verso la fine del XIII secolo trasferì i suoi interessi nei Paesi Bassi e in Borgogna, a Besançon e Montbéliard. In patria i Cacherano prestarono con assiduità ai loro concittadini. Nel 1306 Guglielmo Cacherano concesse un prestito a Filippo d'Acaja di stanza in Asti, ottenendone in pegno prezioso vasellame d'argento.
el 1237 Guglielmo I Cacherano appare tra i fedeli del vescovo per Rocca (l'attuale Rocca d'Arazzo); nel 1377, il castello di Rocca d'Arazzo è ancora nelle mani dei Cacherano. Nel 1287 Pietrino Cacherano ottenne l'investitura vescovile per Coazzolo. Ancora nel XIII secolo la famiglia giunse in possesso del castello di Moasca. Nel corso delle guerre partigiane, al principio del Trecento, i ghibellini Cacherano lo resero punto di partenza di spedizioni contro Asti e la parte guelfa. Nel 1308 il castello fu distrutto dall'esercito astigiano, che lo sottrasse alla famiglia detentrice. Tornarono però in possesso del luogo e del castello verso la metà del secolo, e nel 1379 Pietrino Cacherano ne fu infeudato dai visconti. I Cacherano ottennero anche, nel 1369, l'investitura di Amedeo VI per la giurisdizione e il castello di Bricherasio e tre anno dopo il principe d'Acaja investì Franceschino Cacherano della vicina Roletto. Nel 1412 Guglielmino Cacherano signore di Bricherasio ottenne il feudo di Envie da Ludovico d'Acaja.
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