

Motto: “Justitia fortunam numquam deserit”
conti di Ronco, Variglie, Roccaforte e Pasco, Val d'Ellero, Zumaglia; signori di Bagnolo, Monale Bastia; consignori di Bussoleno
Prime attestazioni: ultimo quarto del
XIII secolo
Posizione sociopolitica: famiglia de hospitio, ghibellina
e notizie relative alla famiglia dei Bunei, risalgono al XIII secolo, infatti durante l'assedio di Federico II (1245) alla Città di Asti, tra i prigionieri vi fu Secondo Buneo.
Membri della famiglia presenziarono ai consigli di credenza fin dal 1275. Ranieri Buneo alternò l'attività feneratizia oltralpe e la partecipazione alla vita politica cittadina, in cui si distinse come sapiente nel 1290. Oltre a lui, emerse Berardo Buneo, nominato sapiens nel 1299.
I Buneo sono designati da Guglielmo Ventura come “Nobili d'Ospizio”, asserendo il cronista che fra i nobili ghibellini astigiani che nel 1304 dovettero abbandonare la Città di Asti, vi erano tutti i Bunei tranne uno solo. Nell'anno 1344 Buneo dei Bunei fu eletto ambasciatore presso Luchino Visconti. Questa nobile famiglia fece edificare a proprie spese verso il 1350 il Cappellone detto di San Francesco di Sales, nella Cattedrale di Asti. Antonio Manno nella genealogia dei Bunei di Asti, scrive che Gabriele Buneo aveva bottega di panni nella nostra città (1406).
Giovanni Antonio Buneo, compare nel Consiglio della Città di Asti appositamente riunito nel 1561 con l'intervento del Podestà, del Sindaco e di tutti i Consiglieri, al fine di stabilire la somma da pagare al duca Emanuele Filiberto in cambio di alcune esenzioni fiscali. Mentre infieriva la terribile pestilenza del,1631 che infestò tutto il Piemonte, rimaneva vittima del terribile morbo anche il conte Ludovico Buneo, deceduto nella nostra città il 12 ottobre di quell'anno. Fu sepolto nella Cattedrale di Asti, nella Cappella dell'Epifania, detta della Madonna Grande, e gli fu posta una epigrafe dal fratello Melchiorre Buneo. Melchiorre Buneo fu gentiluomo di camera del principe Tomaso. Nel 1657, anno della sua morte, fu sepolto nel Duomo di Asti, ed un busto in marmo nella cappella della SS. Trinità, di proprietà della famiglia stessa, ne ricorda i suoi grandi meriti. Giulio Cesare Buneo (nato a Torino 1656) fu dottore in leggi, consigliere di Stato e cavaliere del Senato di Piemonte (1679); primo maggiordomo del principe di Carignano, signore di Monale e Bastia.
Scrive il Casalis “Estintasi nel 1717 in una femmina (Gerolama Buneo) la linea dei Bunei, la loro parte relativa al feudo di Monale passò ai Malabayla, conti di Canale”.
a famiglia dei Bunei esercitò l'usura in patria, in particolare a Poirino e Serravalle, dove possedeva edifici e terreni. I Buneo operarono con assiduità all'estero, in Lorena, dove risultavano detenere numerosi banchi di pegno fin dal 1275. Il massiccio esilio a cui furono costretti per motivi politici all'inizio del Trecento accrebbe il numero dei Buneo impiegati nei banchi oltralpe: una parte della famiglia si radicò in Lorena, mentre altri rami tornarono in patria verso la fine del XIV secolo.
urante il XV secolo, i Buneo furono investiti di alcuni feudi, e precisamente di Bagnolo (Cuneo), di Bussoleno (Torino), Marcorengo e Roccaforte e di Centallo (Cuneo). Nel XVI secolo vi è un certo Gabriele Buneo, medico del re di Francia (1502), che acquista parte di Monale (Asti) dagli Isnardi; mentre Melchiorre Buneo nel 1589 venne investito di Monale e Bastia (Asti) col titolo comitale. Anche Variglie (Asti), per quasi un secolo appartenne ai Buneo. Fu Carlo Emanuele di Savoia ad erigere Variglie in feudo, che venne assegnato nel 1620, a Gerolama Lignana, moglie di Melchiorre Buneo. Il feudo di Variglie rimase ai Buneo fino al principio del XVIII secolo, quando toccò ad Anna Gerolama Malabayla, contessa di Canale, figlia di Giulio Cesare Buneo.
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