Immagine tratta dal libro "Asti, antiche e nobili casate", di V. Malfatto

Motto: “Superius Inferius”

signori di Bussolino
 

e prime notizie della famiglia Astesano, risalgono ad un “Astesanus de Ast”, come egli stesso si definisce, del quale, però, si sa pochissimo, a cominciare dal vero nome. Tutti gli scrittori che parlano di questo grande teologo-giurista, scrive padre Burroni, lo denominarono sempre così: “frate Astesano di Asti...”. E’ strano però che questo frate francescano si denominasse col cognome anziché col nome, come era in uso ai suoi tempi, specialmente presso i religiosi.
E’ verosimile che fosse originario di Asti, e pare certa la data della sua morte: 1330. Fu teologo, moralista e giurista francescano, celebre per una “Summa de casibus conscientiae” (1317) che costituisce una valida guida ai confessori e, comunque, ai sacerdoti aventi cure d'anime.
L'opera, per la sua ispirazione e per le sue fonti, apre l'epoca etica in tal genere di letteratura, dopo l'epoca canonistica e quella dogmatica.
Si è osservato che, mentre l'Astesano paga il tributo alle tendenze del suo tempo, per ciò che riguarda, per esempio, l'uso del diritto canonico e del diritto civile indissolubilmente connessi, invece, in rapportò ai problemi etici, si rivela il più aperto di tutti gli autori di “Summae”.
Egli introduce una psicologia del peccato, nonché dell'amore; non esita a far uso, oltre a quelle aristoteliche, di conoscenze mediche del proprio tempo; è il solo che si diffonda sulle possibilità di peccati di pensiero.
Tra coloro che certamente utilizzarono la “Summa Astesana” va annoverato San Bernardino da Siena.
Oltre ai numerosissimi manoscritti, di lui se ne conoscono una quindicina di edizioni a stampa.
Assai significativo è il nome dell'Astesano anche per la storia della lessicografia giuridica. Il titolo “De significatione verborum”, dell'VIII e ultimo della “Summa”, è l'unico vocabolario giuridico non anonimo di una lunga serie prodotta dalle scuole del basso medioevo, specialmente tedesche.
Altro personaggio di questa famiglia, sicuramente assai più noto, è Antonio Astesano, figlio di Pietro Astesano, segretario del Comune di Asti e agrimensore. Antonio Astesano nacque a Villanova d'Asti, dove si erano rifugiati i suoi antenati di parte guelfa nel 1339, cacciati dai ghibellini Guttuari. In conseguenza dell'esilio e della confisca dei beni, la sua famiglia assai ricca, venne a trovarsi in condizioni economiche precarie.
Antonio Asinari studiò grammatica a Torino nel 1427, quindi si trasferì all'Università di Pavia dove emerse tra i condiscepoli nella poesia e nell'eloquenza.
In questo periodo scrisse: “La pulzella d'Orlèans”.
Nel 1431 fu a Genova, ma quasi subito dovette fuggire per la peste. Stabilitasi in Asti, nel 1433, aprì una scuola di “humanae litterae”, cercando altresì di farsi strada nelle cariche pubbliche. Nel 1441 l'Astesano sposò la figlia del medico astigiano Bartolomeo Carrari e, prima del 1447 fu rettore delle scuole di Chieri.
Verso la fine del 1447 il duca Carlo d'Orlèans, venuto ad Asti, lo nominava Capitano del Castello di Monte Rainero, Segretario ducale e nel 1450 lo infeudava di Bussolino (Torino) che egli, però, cedette successivamente ai Provana.
Nel 1448, l'Astesano scrisse in prosa il “De origine et de vario regimine civitatis Mediolani”, con dedica al re Carlo VII, per indurlo a soccorrere il cugino nella conquista del Milanese, ma le cose andarono male per il duca, che decise di ritornare in Francia.
L'Astesano decise di seguire il cugino a Blois e a Tours. Dopo il 1452, ritornò ad Asti ma da allora le notizie sulla sua vita si fanno scarse.
Ad Asti era ancora nel 1460; poi fu, per qualche tempo a Casale, presso il marchese di Monferrato. L'ultima notizia che si sa di lui è del 5 ottobre 1468.
Il suo capolavoro è “De varietate Fortunae, sive de vita sua et gestis Civium Astensium, ad origine urbis usque ad annum 1462” (Della variabilità della fortuna, ossia della vita propria e delle gesta dei cittadini astesi dalle origini della città fino all'anno 1462).
Lo stesso Ludovico Muratori pubblicò nella sua opera “Re rum Italica rum Scriptores” (Libro XIV), l'opera dell'Astesano; purtroppo manca l'ultimo capitolo del libro VI.
Il “De varietate fortunae”, poema in distici, diviso in sei libri e dedicato al fratello Nicolò Astesano, tratta della storia di Asti, dalle origini al 1339. Si possono ancora ricordare dell'Astesano, una “Cantica” sul terremoto napoletano dell'anno 1456, che fu inviata al duca d'Orlèans con lettera datata da Asti il 1 aprile 1457, nonché “Epistole” e composizioni poetiche diverse, su argomenti disparatissimi, come la descrizione di alcune città della Francia; infine elegie e poesie scherzose.
Tra i discendenti della famiglia Astesano, troviamo, assai più tardi, un Claudio Astesano, originario d'Asti, nato a St. Jean de Maurienne, senatore in Savoia (1726), presidente capo del Senato di Nizza nel 1739; indi primo presidente del Senato di Savoia nel 1749. Mori nel 1764.